Archivio mensile:maggio 2014

Ancient Rome: From Caracalla to Colosseo

(from 060608.it)

Terme di Caracalla

Terme di Caracalla

Our promenade in an Eternal City suspended between history and legend starts at the Terme di Caracalla (Baths of Caracalla). The technical capacity of the Romans, their love of luxury and their attention to the most popular aspects of social life caused them to construct huge public baths.
The first ones where architectural solutions of stupefying boldness were achieved were precisely the Baths of Caracalla: inaugurated in 217 AD by Nero, they could hold up to 1600 persons in baths of hot and cold water and they were complete with every comfort; in no way inferior to the sophisticated beauty farms of today!

Villa Celimontana

Villa Celimontana

Don’t fail to make a pause amid the greenery of Villa Celimontana, the renaissance structure inside the Caelian Park. The park is also the goal of every jazz lover because of the international music festivals organized there every year.

Domus Aurea

Domus Aurea

Our discovery of the archaeological city brings us next to the great palace built by Nero after the fire that devastated Rome in 64 AD: the Domus Aurea (Golden House).
In the summer, close to the Domus Aurea, an event is organized every year known as All’Ombra del Colosseo (In the Shadow of the Colosseum) with all sorts of entertainments and amusements, to the great pleasure of Romans and tourists.

Colosseo (dettaglio)

Colosseo (dettaglio)

Once you are in the capital it is natural that you should pay a visit to the “host”, namely the Colosseum. The gigantic travertine structure (the outer ring wall is almost 50 metres high!) could contain as many as 50 thousand spectators.
For some years now it has been lit up at night whenever a capital punishment has been suspended.

Passeggiando per Lecce, piazza Sant’Oronzo e dintorni

Piazza Sant’Oronzo, a Lecce: qui confluisce il corso della storia. L’interessante confronto tra epoche diverse appare come in una nostalgica foto del passato cui si sovrappone il brulichio della vita contemporanea. La Piazza è dominata dal “Sedile”, contraddistinto dalla compostezza e dall’eleganza dello stile rinascimentale. Attigua ad esso è la “Chiesetta di San Marco” dal caratteristico portale sormontato da un arco con leone.

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Piazza Sant’Oronzo – Visione d’insieme

Al centro della Piazza vi è la “colonna romana”, sulla quale è collocata la “statua” bronzea del Santo patrono benedicente (ricordate,? ne abbiamo parlato in un post di pochi giorni fa, in parte ricavata da una delle due colonne romane del porto di Brindisi, quella crollata a terra).

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Statua di Sant’Oronzo, in cima alla colonna omonima

Sporgendosi dal parapetto attiguo al Sedile, è possibile ammirare una tra le più rilevanti testimonianze romane in tutta la Puglia: l’“Anfiteatro romano” di forma ellittica. La parte non visibile è interrata sotto la “Chiesa di Santa Maria della Grazia” che custodisce un meraviglioso affresco raffigurante la Vergine e il Bambino.

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Anfiteatro Romano, parte vsibile

Nei pressi, vi è la “Chiesa di San Giuseppe” dalla facciata di stile barocco, con l’artistico e grandioso portale, un bel rosone e dall’interno semplice con pilastri corinzi scanalati.

Antica residenza regale e difensiva, con la sua cinta muraria, il “Castello Carlo V°” occupa un posto di assoluto rilievo tra le opere bastionate presenti nell’intero territorio pugliese. Oggi è sede di iniziative culturali, spettacoli, eventi ed esposizioni temporanee d’arte.

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Torre Angioina del Castello di Lecce – foto Colar

Nelle vicinanze vi è la celebrativa “Fontana dell’armonia”, voluta negli anni venti per l’arrivo dell’acqua del Sele in città. I due innamorati, simbolo dell’armonia, sono intenti a bere dalla stessa conchiglia.

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Fontana dell’Armonia, dettaglio

La foto nel museo non è più un tabù, ma nel giusto modo!

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Nel nuovo Decreto cultura sono presenti novità per il mondo della fotografia e della tecnologia in genere. Le nuove “disposizioni urgenti” sono state firmate dal Consiglio dei Ministri lo scorso 22 maggio, e includono la possibilità di effettuare liberamente foto all’interno dei musei con qualsiasi dispositivo elettronico.

Si tratta di novità fortemente volute dai luoghi della cultura e dell’arte italiana, nel tentativo di dissipare le difficoltà dei controlli, divenute progressivamente crescenti con il diffondersi di smartphone e tablet. Le nuove direttive escludono le normative in fatto di legislazione dei beni culturali in vigore fino a ieri, fra cui il divieto di scattare foto all’interno dei luoghi dell’arte.

Le nuove regole del Decreto hanno l’obiettivo di promuovere la “libera manifestazione del pensiero o espressione creativa” o la “conoscenza del patrimonio culturale”. Gli scatti effettuati all’interno dei musei possono essere utilizzate, inoltre, per finalità di studio e per ricerca, ma in tutti i casi senza alcuno scopo di lucro.

Viene naturalmente vietato l’uso di qualsiasi tipo di flash o fonte di illuminazione artificiale durante lo scatto, così come qualsiasi strumentazione che richiede il contatto fisico con l’opera d’arte. Vietati anche l’uso di stativi e treppiedi.

Di seguito riportiamo il testo del decreto relativo alla “Semplificazione beni culturali, foto libere nei musei”:

“Sono libere, al fine dell’esecuzione dei dovuti controlli, le seguenti attività, purché attuate senza scopo di lucro, neanche indiretto, per finalità di studio, ricerca, libera manifestazione del pensiero o espressione creativa, promozione della conoscenza del patrimonio culturale:
1) la riproduzione di beni culturali attuata con modalità che non comportino alcun contatto fisico con il bene, né l’esposizione dello stesso a sorgenti luminose, né l’uso di stativi o treppiedi;
2) la divulgazione con qualsiasi mezzo delle immagini di beni culturali, legittimamente acquisite, in modo da non poter essere ulteriormente riprodotte dall’utente se non, eventualmente, a bassa risoluzione digitale.”

(Articolo ripreso da qui)

Discover Gian Lorenzo Bernini, with Bags Free

Gianlorenzo Bernini (1598–1680) was the greatest sculptor of the baroque era, a genius architect and a fine painter.

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Gian Lorenzo Bernini

Bernini’s sculptures are full of life, vitality, and movement, the subjects often caught in a moment of action, the flowing robes and drapery flapping in the wind. Bernini’s works are the epitome of the baroque’s extravagant theatricality.

With friends of 060608.it we propose a route to the discovery of this great master.

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S.Maria della Vittoria (foto Geobia)

Our journey starts out from Church of Santa Maria della Vittoria, in Via XX Settembre, at the corner with the square, Largo Santa Susanna.
The interior of this single-nave church features some of the most elaborate of all Baroque adornments, in the form of works in marble, stucco works and friezes. In the Cornaro chapel, located in the left transept, we find the most lyrical of Bernini’s sculptural groups, The Ecstasy of Saint Teresa. The work seems to be suspended in the cloudy heavens, bathed in a flood of golden light. The arrow of a smiling angel touches the Saint’s heart, causing in her abandon and ecstasy. The Cornaro chapel (1644-1652) represents one of the high points of Bernini’s career as an artist. It is noteworthy, above all, because it exemplifies his considerable skill in evoking a sense of the mysterious and spectacular in a setting of subdued light. Such works should be viewed, ideally, in the afternoon.

Via del Quirinale leads to the Church of Sant’Andrea al Quirinale (1658-1671). This elliptical church is richly adorned with polychrome marble works, gilding and stucco works. It is a true masterpiece of architectural, decorative and pictorial harmony. 

While small in scale, the interior of the church conveys a sense of grandeur, enhanced and underscored by the rich tones of the marble as viewed in the subdued light of the church’s corpus. This atmosphere of magical intensity reaches its highest point in the statue of St Andrew, who seems to be on the point of abandoning the building on his ascent to heaven.

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Fontana del Tritone, piazza Barberini (Metro A Barberini)

Our next stop is Piazza Barberini, nearby. Here we find a unique, truly spectacular work– the Fontana del Tritone (1642-1643). Here, Bernini used travertine instead of his usual marble. Four dolphins, their mouths on the level of the basin’s water, raise, with their tails, the arms of the House of Barberini. On the open valves of a large conch, a triton blows a shell-horn from which water is spurted upward.

Nearby is the Fontana delle Api, or ‘fountain of bees’, on the corner with Via Veneto. While less spectacular, this fountain, too, is delightful! The water falls into a shell-basin, while bees – a heraldic device of the Barberini family – gather to drink there.

Let us now move on to the spectacularly stage-like square, Piazza Navona. 

In the centrally positioned fountain, ‘of rivers’, the Fontana dei Fiumi (1651), we see that Bernini’s powers of imagination knew no bounds. At the heart of the work, within a generously proportioned round basin, we find a freestanding, many-grottoed rocky outcrop or crag. On it are lions and other fantastic beasts. On this outcrop, we find, seated, the personifications of rivers (the Nile, the Ganges, the Danube and Rio de la Plata), symbolising the four corners of the Earth known to the men of those times. With considerable daring, Bernini placed upon the crag an obelisk.

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Fontana dei Fiumi (o dei Quattro Fiumi), Piazza Navona, Dettaglio

We now move on to the majestic square before St Peter’s, Piazza San Pietro (1656-1667), an enormous oval space bound in by two semicircular colonnades made up of four rows of Doric columns. This work, Bernini felt, would give concrete form to the concept of the loving ‘arms’ of a Mother Church. Pilgrims, as they made their way along the narrow winding streets of the neighbourhood would then be confronted with this stunning, immense plaza, open to the skies, inspiring in them a sense not only of wonder but also of awe and subjection.

Exploring… Christian Rome, with Bags Free

From St. John Lateran to St. Peter in the Vatican, we bring you a very rich and interesting itinerary, to explore many important places of Christian Rome.

(from 060608.it)

Located at the eastern extremity of the Servian Walls, San Giovanni in Laterano (St John Lateran) is the Cathedral of the Church of Rome and is therefore referred to as the “Mother of all churches in the world”. Not far off, along the Via di San Giovanni in Laterano, we reach the fourth century Basilica of St Clement, whose Late Baroque exterior conceals artistic treasures dating mainly back to the Medieval period. Of particular note is its ciborium and cosmatesque pavement, the choir enclosure (schola cantorum) and mosaic of the Roman school depicting “Il Trionfo della Croce” (The Triumph of the Cross), while Fifteenth Century Painter Masolino da Panicale’s genius explodes in all its glory in the Chapel of St. Catherine. A visit to the lower Basilica’s frescoes is especially absorbing, one of which (La Leggenda di Sisinnus – The Legend of Sisinnus) bears in its inscription initial traits of “volgare italiano” or vernacular rather than Latin .   

Clemente

Facciata della Basilica di San Clemente al Laterano


Leaving the Colosseum behind us, on our way towards Piazza Esquilino we come across the fifteenth century five arched portico of the Basilica di San Pietro in Vincoli (Saint Peter in Chains). In its right-hand transept, we unfailingly stand in admiration before Michelangelo’s Moses, a sculpture charged with measured vigour initially intended for the never-completed Mausoleum of Pope Julius II. 
Continuing up the Via Cavour, we suddenly find ourselves in the stately presence of the best preserved of Rome’s five patriarchal basilicas, Santa Maria Maggiore (Papal Basilica of Saint Mary Major). Despite the excellent eighteenth century restoration work on its exterior, it is really once we have entered the basilica itself that the full value of its artistic treasures, in particular its superb mosaics, become so clearly apparent. The attention of visitors is drawn to the 36 panels in the middle nave and the episodes of the Annunciation and the Childhood of Jesus dating from the time of Sixtus III. The mosaic in the apse is the thirteenth century work of Jacopo Turriti and depicts the crowning of Mary between Cardinal Giacomo Colonna and Pope Nicholas IV flanked by angels and saints. In addition to the sumptuous mosaic art, also to beckoning admiration are the frescoes (The Prophets), the Sistine Chapel adorned in antique marble and the magnificent Pauline Chapel with its frescoes by Guido Reni.
It is time to cross the Tiber for a visit to the fifth century Basilica of Santa Cecilia in Trastevere, located in heart of one of the most fascinating districts of Rome. Of particular note are the works in the presbytery with its celebrated ciborium (canopy), the high medieval mosaic of the apsidal conch and the marble statue of Saint Cecilia, depicting the martyr’s body as seen when her tomb was opened in 1595. The basilica’s true artistic gem is Pietro Cavallini’s masterpiece, a mural painting of the Last Judgement, a fine example of pre-Giotto  art.

Cecilia

Facciata della Basilica di Santa Cecilia in Trastevere

By walking northwards alongside the Tiber (Lungotevere) we arrive at Piazza San Pietro (St. Peter’s Square), Bernini’s work of genius and antechamber to the most important architectural complex in the Catholic World. Millions of tourists and worshipers annually flock to this tiny state, attracted by both the superb works of art and its unparalleled deep symbolic significance. 

Hop! La valigia che (sembra) facile

Hop è una cosiddetta valigia innovativa. Qual’è l’innovazione? Il fatto che segua l’utente che, oltre alla valigia ovviamente, dovrà avere un telefono cellulare. Una idea del 2012 dello spagnolo Rodrigo Garcia.

La valigia contiene tre ricevitori in grado di ricevere, identificare e triangolare diversi segnali provenienti dal telefono del proprietario.  Nel caso per qualsiasi motivo il segnale venga perso l’utente viene avvertito dalla vibrazione del telefono e la valigia si blocca.

Scopo ed obiettivo dell’ideatore di questa valigia? Duplice. Il primo, facilitare la vita di un gran numero di viaggiatori , tipo famiglie numerose o persone disabili. Il secondo far risparmiare su elementi tipo nastri trasportatori o carrelli.

Ne scriveva la rivista Wired: “La valigia è inoltre programmata per seguire il suo frequent flyer a velocità e distanza costanti e qualora il segnale dovesse perdersi, lo smartphone connesso a Hop! vibra per avvisare il proprietario. Niente rischio di perdere tutto per strada mentre si cammina leggeri. E niente rischio furti perché Hop! si chiude a chiave da sola ogni volta che perde il contatto con il telefono. 

Ma un dubbio sorge spontaneo: Hop! si sposta leggiadra ed elegante, ma piuttosto lentamente. Sarebbe altrettanto efficiente nel caso si dovesse correre disperatamente per non perdere il volo? E ancora: passino gli aeroporti con pavimento liscio come una pista per rollerblade e musica lounge in sottofondo, ma Hop! deambulerebbe altrettanto baldanzosa su terreni più scoscesi? Quelli di Cargo Collective, responsabili del progetto, intanto ne sono certi: sarà questo il futuro del bagaglio.

Non so cosa ne pensiate voi, casomai scrivetelo nei commenti qui o sulla nostra pagina Facebook. Sappiate comunque che nel nostro deposito bagagli o sui nostri furgoni per il trasporto, anche le valigie Hop sono le benvenute!

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Le colonne romane di Brindisi

Dopo aver visto il Barocco a Lecce, ci trasferiamo idealmente una quarantina di chilometri a Nord e pieghiamo leggermente verso il mare, verso Brindisi, l’altra città del Sud Italia dove è già attivo il servizio Bags Free con le modalità del Franchising.

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Presso il porto della città, troviamo le famose due colonne romane; o meglio, tali erano in origine, talmente care alla cittadinanza che i brindisini ne fecero il simbolo della città già nel XIV secolo.

Poi, nel 1528, un improvviso crollo frantumò in diverse parti una delle due colonne. I pezzi rimasero a lungo a terra senza che alcuno se ne curasse. Nel 1657 una epidemia di peste risparmiò miracolosamente la città di Lecce che decise di erigere una statua a Sant’Oronzo protettore e di innalzarla su un piedistallo fatto con quei frammenti. Il sindaco di allora gli disse di sì, quello successivo si rimangiò la parola e disse di no, finchè il Vicerè di Napoli intervenne ed ordinò il trasporto dei pezzi a Lecce, dove tuttora sono e fanno parte della colonna con in cima la statua di sant’Oronzo.

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La colonna superstite venne smontata durante la seconda guerra mondiale per evitare crolli o danni a causa dei frequenti bombardamenti sul porto. Tra il 1996 e il 2002 la colonna è stata nuovamente smontata ed interamente restaurata.

Attualmente il capitello originale è esposto in una sala del Palazzo Granafei-Nervegna ed al suo posto è stata collocata una copia.

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Il Capitello originale – Foto di Roberto Sernicola

Si credeva che le due colonne fossero i terminali della via Appia, ma le successive ricerche storiche ora sembrano escluderlo.

Secondo ilo studioso Mercklin, il capitello appartiene allo stile degli Antonini (II secolo) o dei Severi (prima metà del III secolo) ma ci sono molti particolari (la diversità dei marmi impiegati, l’evidente uso del reimpiego in diverse parti, la inusuale iconografia con i busti di divinità pagane in funzione di telamoni e le risultanze degli scavi archeologici nei dintorni) che spostano la datazione dopo l’epoca imperiale romana, forse  all’epoca bizantina.

Comunque sia, sono molto belle, e vale davvero la pena di vederle.

Mani libere per… il Foro di Augusto

Grazie ai nostri puntualissimi amici di 06068.it scopriamo questa interessante iniziativa alla scoperta del Foro di Augusto, a Roma. Uno spettacolo che, tutte le sere dal 22 aprile al 21 settembre 2014, permette di scoprirlo in tutti i suoi segreti ed in tutta la sua storia, che riportiamo di seguito, grazie alle informazioni di Wikipedia.

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Foro di Augusto

Ottaviano aveva promesso di erigere a Roma un tempio dedicato a Marte Ultore (ossia “Vendicatore”) in occasione della battaglia di Filippi del 42 a.C., nella quale egli stesso e Marco Antonio avevano sconfitto gli uccisori di Cesare, Bruto e Cassio, e dunque vendicato la sua morte. Il grande tempio sostituiva un’edicola provvisoria nel Campidoglio.

Dopo la sconfitta di Marco Antonio e la conquista dell’Egitto tolemaico con la battaglia di Azio (31 a.C.), il Senato conferì ad Ottaviano nel 27 a.C. i massimi poteri civili e militari, propri delle antiche magistrature repubblicane, e in seguito il titolo sacrale ed onorifico di Augustus (“venerato”). Consolidato il proprio potere, Augusto si occupò della riorganizzazione urbanistica e architettonica della capitale, che rappresentò un’importante espressione del nuovo corso politico da lui inaugurato. In questo quadro furono probabilmente avviati anche i lavori di costruzione di un nuovo complesso forense.

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Mappa del Foro di Augusto

Come lo stesso Augusto ricorda nelle Res Gestae, il nuovo complesso monumentale venne eretto ex manubiis, ossia finanziato con il bottino di guerra ottenuto con le proprie vittorie, secondo la tradizione in auge per i condottieri della tarda età repubblicana, e in solo privato, ossia su un terreno acquistato a proprie spese da privati, collocato sulle pendici del Quirinale, a ridosso del popoloso quartiere della Suburra.

Il terreno per la nuova opera pubblica venne acquistato da privati, ma poiché Augusto non volle entrare in conflitto con alcuni proprietari riluttanti a cedere la loro proprietà, il progetto venne ridimensionato, almeno rispetto al desiderio dell’imperatore, non volendo egli ricorrere alle maniere forti.

Il Foro venne inaugurato, probabilmente non ancora del tutto completato, nel 2 a.C., anno nel quale Augusto ottenne il titolo di pater patriae (“padre della patria”) e aveva indicato nel nipote Lucio Cesare il proprio successore.

La nuova piazza permise di avere nuovi spazi per i processi; ma la funzione più significativa del foro di Augusto fu quella di centro rappresentativo, destinato alla glorificazione dell’imperatore e della sua stirpe.

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Foro di Augusto

Ricapitoliamo, per scoprirlo:

TUTTE LE SERE DAL 22 APRILE AL 21 SETTEMBRE 2014
dal lunedì alla domenica ore 21.00, ore 22.00 e ore 23.00
durata 40 minuti –  max 200 persone

Lo spettacolo del 25 maggio alle 21.00 è riservato alle bambine e ai bambini
in occasione della manifestazione Una città a misura di bambine e di bambini

Ingresso gratuito consentito a 2 adulti ogni bambino (età dei bambini: dai 3 ai 12 anni)
L’ingresso è consentito agli adulti solo se accompagnati da bambini
Prenotazione obbligatoria: 060608 (tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00)

Qui il sito ufficiale dedicato al Viaggio del Foro di Augusto

Ovviamente le valigie e le borse potete lasciarle da noi!!! Manco a dirlo…

Per chi vuole approfondire. 

Con Bags Free scopri il Barocco Leccese

Il nostro servizio Bags Free, grazie al franchising oltre che a Roma, come sapete, è attivo anche in Puglia, per ora nelle città di Brindisi e Lecce.

Oggi vediamo qualcosa su questa seconda città, che potremmo scherzosamente definire la capitale del Salento, ma che a buon diritto può essere definita come una delle capitali del Barocco italiano. Tanto che la forma che questo stile artistico prese qui fu così particolare che nei libri d’arte si parla di Barocco leccese.

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Piazza del Duomo a Lecce

Un Barocco immaginifico, che voleva stimolare la fantasia dell’osservatore, voleva sorprendere ed ha, e perciò risulta caro a noi operatori della light holiday, una caratteristica di artistica leggerezza.

Sia nel tipo delle decorazioni (moltissimi motivi floreali che arricchiscono e completano figure, animali mitologici, fregi e stemmi) sia nella pietra locale che veniva impiegata, la cosiddetta pietra leccese, un calcare tenero e compatto dai toni caldi e dorati adatto alla lavorazione con lo scalpellino.

Grazie all’amore per questa nuova forma d’arte del vescovo Luigi Pappacoda molte chiese di costruzione medievale furono “rinnovate”, mediante abbellimenti con stucchi, marmi e decorazioni varie, che fecero loro assumere l’aspetto di chiese barocche.

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Dettaglio del rosone della Chiesa di Santa Croce

Le opere più importanti del Barocco, a Lecce, sono la basilica di Santa Croce (1548-1646) e il vicino Palazzo del Governo, del Seicento; la scenografica piazza del Duomo su cui si affacciano il Duomo (1659-1670) e il Seminario (1694-1709), nel cui cortile è conservato un pozzo dalla ricca ornamentazione scultorea, opera di Giuseppe Cino e le chiese di Santa Irene, Santa Chiara, San Matteo, del Carmine e di San Giovanni Battista. Altri monumenti barocchi della città sono la chiesa del Gesù, la chiesa delle Alcantarine e Palazzo Marrese.

Vi invitiamo quindi a visitare Lecce, usufruendo del nostro servizio Bags Free grazie ai nostri operatori in zona.

Bags Free, Light Holiday (ovvero la sostenibile leggerezza del viaggiare)

Sono due coppie di parole che stanno bene insieme.

Le prime due stanno ad indicare la bellezza di girare per la meta della nostra gita, della nostra vacanza, senza avere la mano carica di borse borsette e valigie.

Volete mettere? Avere solo un piccolo marsupio, poter scattare tutte le foto che volete senza che qualcosa vi scivoli giù da una spalla, poter mangiare il gelato (a Roma lo fanno buonissimo in un sacco di posti…) o la pizza senza fare pericolosi equilibrismi (che alla fine non riescono mai, e riducono il nostro vestito…. come la mappa di un antico tesoro, ossia piena di macchie e di untume!!!).

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La seconda coppia di parole è conseguenza della prima, se per esempio scegliete di alleggerivi del vostro bagaglio appena arrivati in Stazione o all’aereoporto e lo lasciate al nostro deposito o nelle mani del nostro incaricato. Allora la vostra vacanza diventa leggera come le vostre mani…

E si sa, chi si sente leggero nel corpo, ha ottime possibilità di riuscire a sentirsi tale anche nell’animo.

Lo scrittore Jack Kerouac (conosciuto dai più per il suo libro autobiografico ‘Sulla Strada‘) nella sua opera ‘I vagabondi del Dharma’ descrive lo stato della mente del viaggiatore, libero dai pesi esteriori, che si concentra sulla realtà del viaggio, sul momento speciale che sta vivendo, come se fosse nell’animo preso da una danza silenziosa:

‘Prova a meditare sul sentiero, devi solo camminare fissando la strada sotto i piedi senza guardarti intorno e così cadi in trance mentre la terra scorre sotto di te.. ( )  Il silenzio è così intenso che riesci a sentire il rombo del tuo sangue nelle orecchie, ma molto più forte di questo suono è il rombo misterioso che ho sempre identificato col rombare del diamante della saggezza, il misterioso rombo del silenzio stesso, un grande Sssst che ricorda qualcosa che ci sembra di aver dimenticato nella tensione dei nostri giorni fin dalla nascita.’

Kerouac parla in particolare della montagna, ma la sensazione descritta si può applicare benissimo anche all’arte;  si può provare questo stesso sentimento di silenzio stupito dell’animo, contemplando la volta della cappella Sistina, oppure il panorama visto dalla Cupola di San Pietro o dalla terrazza del Gianicolo, o anche perdendosi tra le rovine dei Fori, o nel verde ordinato di Villa Borghese e in quello a tratti selvaggio di Villa Pamphili o Villa Ada…

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La volta della Cappella Sistina

Ti auguriamo di avere la fortuna di viaggiare sempre leggero nell’animo, e, per quello che possiamo, promettiamo di aiutarti come meglio sappiamo.