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Bags Free, Light Holiday (ovvero la sostenibile leggerezza del viaggiare)

Sono due coppie di parole che stanno bene insieme.

Le prime due stanno ad indicare la bellezza di girare per la meta della nostra gita, della nostra vacanza, senza avere la mano carica di borse borsette e valigie.

Volete mettere? Avere solo un piccolo marsupio, poter scattare tutte le foto che volete senza che qualcosa vi scivoli giù da una spalla, poter mangiare il gelato (a Roma lo fanno buonissimo in un sacco di posti…) o la pizza senza fare pericolosi equilibrismi (che alla fine non riescono mai, e riducono il nostro vestito…. come la mappa di un antico tesoro, ossia piena di macchie e di untume!!!).

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La seconda coppia di parole è conseguenza della prima, se per esempio scegliete di alleggerivi del vostro bagaglio appena arrivati in Stazione o all’aereoporto e lo lasciate al nostro deposito o nelle mani del nostro incaricato. Allora la vostra vacanza diventa leggera come le vostre mani…

E si sa, chi si sente leggero nel corpo, ha ottime possibilità di riuscire a sentirsi tale anche nell’animo.

Lo scrittore Jack Kerouac (conosciuto dai più per il suo libro autobiografico ‘Sulla Strada‘) nella sua opera ‘I vagabondi del Dharma’ descrive lo stato della mente del viaggiatore, libero dai pesi esteriori, che si concentra sulla realtà del viaggio, sul momento speciale che sta vivendo, come se fosse nell’animo preso da una danza silenziosa:

‘Prova a meditare sul sentiero, devi solo camminare fissando la strada sotto i piedi senza guardarti intorno e così cadi in trance mentre la terra scorre sotto di te.. ( )  Il silenzio è così intenso che riesci a sentire il rombo del tuo sangue nelle orecchie, ma molto più forte di questo suono è il rombo misterioso che ho sempre identificato col rombare del diamante della saggezza, il misterioso rombo del silenzio stesso, un grande Sssst che ricorda qualcosa che ci sembra di aver dimenticato nella tensione dei nostri giorni fin dalla nascita.’

Kerouac parla in particolare della montagna, ma la sensazione descritta si può applicare benissimo anche all’arte;  si può provare questo stesso sentimento di silenzio stupito dell’animo, contemplando la volta della cappella Sistina, oppure il panorama visto dalla Cupola di San Pietro o dalla terrazza del Gianicolo, o anche perdendosi tra le rovine dei Fori, o nel verde ordinato di Villa Borghese e in quello a tratti selvaggio di Villa Pamphili o Villa Ada…

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La volta della Cappella Sistina

Ti auguriamo di avere la fortuna di viaggiare sempre leggero nell’animo, e, per quello che possiamo, promettiamo di aiutarti come meglio sappiamo.