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Bags-Free recommends: Caravaggio in Rome

(Original article: http://www.turismoroma.it/itinerari-a-tema/caravaggio?lang=en)

Our itinerary shall take us through the streets of the old city centre of Rome on a journey of discovery dedicated to the masterpieces of a great artist – Michelangelo Merisi, also known as Caravaggio.

The itinerary starts at the Galleria Borghese which boasts the world’s largest collection of Caravaggio’s works. Here, visitors can admire as many as six canvases by this artist (a man renowned for his stormy life). The canvases are the Boy with a Basket of Fruit (1593-1594), the Young Sick Bacchus (1593-1594 ) – works from Caravaggio’s youth, belonging to the sequestered collection of the Cavalier d’Arpino –, the Madonna and Child with St Anne (dei Palafrenieri) (1605-1606) – commissioned by the Arch-confraternity of the Papal Grooms for their altar at St Peter’s (the commissioners rejected the work, which was then acquired by the nephew of Paul V Borghese) –, David with the Head of Goliath (1605-1606) – painted during the artist’s second stay in Naples, probably in order to curry favour with Cardinal Scipione Borghese in the hopes of a return to Rome –, Saint Jerome Writing (1605–1606) – painted specifically for Cardinal Scipione Borghese in gratitude (since the cardinal had aided him following troubles with the law) –, and, lastly, the Portrait of Pope Paul Paolo V (1605-1606).

Caravaggio - Giuditta taglia la testa ad Oloferne - Palazzo Barberini, Roma

Caravaggio – Giuditta taglia la testa ad Oloferne – Palazzo Barberini, Roma

Our itinerary then takes us to the Casino Ludovisi and the chamber hosting the alchemical laboratory. In the small vault, Caravaggio painted in oils on the walls the deities, Jupiter, Neptune and Pluto, the children of Chronos, lord of the Universe.

Let us now move on to the Galleria Nazionale d’Arte Antica, Palazzo Barberini. Here, we find the Judith Beheading Holofernes, which may be identified with the Judith portrayed by Caravaggio for the banker, Ottaviano Costa, and the Narcissus, which was attributed to Caravaggio despite some opposition (after restoration, the work has been definitively attributed to Caravaggio).

The next stop on our journey is the Galleria Doria Pamphilj. Here, we find the work, The Rest on the Flight into Egypt, which may be seen as a painting which most clearly reflects the period of Caravaggio’s training and formation as an artist. The gallery also hosts a Mary Magdalene.

Caravaggio - San Gerolamo - Galleria Borghese

Caravaggio – San Gerolamo – Galleria Borghese

In the Pinacoteca Capitolina we find The Fortune Teller, painted for Cardinal Del Monte (which may be dated back to 1594) and Saint John the Baptist, a painting the existence of which had been practically overlooked until, to the great surprise of all, it was discovered in the office of the Mayor in 1953. This is probably the painting ordered in 1602 by the nobleman, Ciriaco Mattei, who commissioned it from Caravaggio in view of the name of his eldest son, Giovanni Battista (who inherited the canvas).

A work by Caravaggio painted between 1602 and 1604 – The Entombment of Christ – is also to be found at the majestic Musei Vaticani.

Caravaggio, Via Giustiniani, Roma - photo Antunes

Caravaggio, Via Giustiniani, Roma – photo Antunes

Our itinerary also includes churches. Our first visit is to the Church of San Luigi dei Francesi. Between 1599 and 1600, Caravaggio painted the works of the Contarelli chapel, The Calling of Saint Matthew and The Martyrdom of Saint Matthew. Here, we note Caravaggio’s original approach to an artistic trend of the period of the Counter-Reformation, namely the practice of commemorating Martyr Saints, popular at that time.
In the Church of San Luigi dei Francesi we also find the second version of the altarpiece, The Inspiration of Saint Matthew. The first version had been rejected as unsatisfactory.

Our itinerary then leads us from San Luigi dei Francesi to the Church of Sant’Agostino. Here, on the altar of the first chapel to the left (the chapel of the House of Cavalletti), we find the Madonna of Loreto.

Our journey around the churches of Rome which boast works by Caravaggio takes us at last to yet another ‘unmissable’ location – the Church of Santa Maria del Popolo. To the left of the main altar is the chapel known as the cappella Cerasi. Next to the central altarpiece (by Annibale Carracci), we find two celebrated works by Caravaggio, The Conversion on the Way to Damascus and The Crucifixion of Saint Peter.

Bags Free Tour vi presenta: Roma Eur!

Un percorso guidato tra i principali palazzi e monumenti dell’antico quartiere E42 (i perscorsi sono organizzati dalla società Suerte srl Itinerante; per info: info@suertearte.it) permette di approfondire un aspetto fondamentale di quella che fu la politica di Mussolini: l’importanza per la decorazione urbanistica e gli investimenti statali per opere di interesse culturale collettivo.

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Eur – Palazzo della Civiltà Italiana, detto anche Colosseo Quadrato

Originariamente chiamato E42 perchè doveva ospitare la grande esposizione universale prevista per l’anno 1942 – che non fu più realizzata a causa dello scoppio della guerra – venne successivamente denominato E.U.R. acronimo di Esposizione Universale di Roma. Voluto da Mussolini per celebrare la ricorrenza della Marcia su Roma, e fortemente sostenuto dal governatore Bottai che voleva organizzare nella zona sud est di Roma una grande esposizione su modello di quelle contemporanee di Londra e Parigi. Secondo i progetti originari, poi fortemente rallentati dagli avvenimenti storici, questo doveva andare a costituire il nuovo centro di Roma che determinava l’espansione della città verso il mare. Attualmente il quartiere è proprietà della società Eur Spa, che ha ereditato tutto il patrimonio mobile e immobile del precedente Ente Eur.

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Eur – Palazzo dei Congressi

L’edificio pilota di tutto l’impianto urbanistico è il Palazzo degli Uffici, oggi sede istituzionale della società. Realizzato tra il 1937 e il ’39 è opera dell’architetto Gaetano Minnucci, che voleva realizzare un corpo rettangolare con quattro corti interne. In via di costruzione si ampliò notevolmente l’articolazione dell’edificio adattandolo alla collocazione urbanistica. Di particolare interesse è il Rifugio Antiaereo (conosciuto anche come il Bunker di Mussolini o dei Granatieri, in omaggio al battaglione che ha difeso il quartiere); un seminterrato in cemento armato isolato dalla restante parte del Palazzo, oggi utilizzato principalmente come location per esposizioni temporanee.

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Eur – Palazzo dello Sport

Volendo seguire un itinerario maggiormente esaustivo, come l’Eurtour proposto da Suerte Itinerante, si può partire dal laghetto artificiale visibile già dall’uscita della metropolitana (Eur Palasport/Eur Fermi). Costeggiando il laghetto lungo la Passeggiata del Giappone si arriva a Viale Umberto Tupini, dal quale già si può intravedere la cupola della Basilica dei SS. Pietro e Paolo, ubicata nel punto più alto di tutto il quartiere. Sicuramente non lascerà indifferente l’imponenza del cubico edificio mentre si sale la scalinata che affaccia sul Viale Europa. La realizzazione della Basilica ha impiegato ben 15 anni; solamente nel 1955 è stata aperta al pubblico.

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Eur – Cascate del Laghetto

Proseguendo sulla sinistra lungo il Viale dei Santi Pietro e Paolo si arriva ad ammirare il metafisico Palazzo della Civiltà Italiana che, secondo il piano di Bottai, doveva ospitare un’esposizione permanente sulla storia del popolo italiano. Inaugurato nel 1940, l’edificio si ispira con le sue arcate alla magnificenza del Colosseo, ornato ai quattro angoli del podio, da colossali statue. Questo gioiello architettonico è emblema dell’architettura del periodo fascita italiano: rigorosa, ufficiale, imponente, maestosa e che rimandi alla grande cultura dell’epoca imperiale romana.
Volgendo le spalle al Palazzo della Civiltà ci si incammina sul Viale della Civiltà del Lavoro per costeggiare sulla sinistra il Palazzo degli Uffici, fino ad arrivare di fronte al Palazzo dei Congressi, quello che doveva essere la sede fisica dell’Esposizione. L’edificio dallo stile classico e le linee eleganti, ospita attualmente ciò che resta delle opere realizzate in seguito al concorso indetto nel 1939 per la realizzazione di opere a decorazione del Palazzo: l’affresco di Achille Funi, il pannello futurista di Gino Severini e il mosaico di Canevari.

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Eur – Basilica dei SS. Pietro e Paolo

Uscendo dal Palazzo dei Congressi si può raggiungere in due minuti il grande Piazzale Guglielmo Marconi, padroneggiato dall’Obelisco, dal quale si accede al Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari e al Museo Nazionale Preistorico e Etnografico.
Il quartiere Eur è dunque frutto di un progetto costruttivo e urbanistico molto ambizioso che doveva riflettere l’orgoglio dell’appartenenza allo Stato Italiano, sorretto da una popolazione forte e unita, culturalmente in concorrenza con le altre nazioni.

 

I sorrisi… la nostra miglior credenziale!

I sorrisi dei nostri clienti, i loro volti soddisfatti e rilassati, le belle parole che lasciano scritte per noi su Facebook, Google+ ed i nostri social.

Questa è la nostra miglior credenziale sul mercato! E a Milano, al salone del Franchising, dal 7 al 10 novembre 2014, questo sorrisi ci circonderanno, ci faranno compagnia, ed accoglieranno tutti voi che ci verrete a trovare….

Ricordate: fiera di milano, padiglione 2, stand E23!

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Bags Free Tour – Il mercato di via Catania

Il Bags Free Team vi invita a visitare, ogni martedì, giovedì, sabato il mercato coperto di Via Catania. Dal nostro deposito di via del Castro Pretorio 32, linea B o B1 fino alla stazione di Piazza Bologna, poi un centinaio di metri a piedi.
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Il mercato coperto di via Catania 70, nel quartiere Bologna, inaugurato negli anni 50’, è ancora oggi uno spazio colorato e pieno di vita, animato dalla presenza di oltre 80 attività commerciali con un’offerta merceologica ricca ed eterogenea di prodotti della terra.

Dal 28 Ottobre, grazie alla collaborazione dell’Associazione Culturale Mente Collettiva, ogni MARTEDI’, VENERDI’ E SABATO il mercato si arricchirà della creatività del mondo artigiano e della varietà dei prodotti della cultura materiale del nostro passato con la presenza degli operatori dell’usato e dell’antiquariato, mostre fotografiche e di arte visiva, degustazioni e installazioni artistiche. 

Tutto questo è il Mercato di VIA CATANIA 70, che vi aspetta ogni martedì evenerdì dalle ore 9,00 alle ore 18.00 e sabato dalle ore 9.00 alle ore 14.00.

Bags Free Tour – Santa Maria in Trastevere

Luca, del Bags Free Team, che cura questo blog, è legato a doppio filo a questo luogo, che lo ha visto crescere nella fede oltre che nella vita. Chiesa romana antichissima, dei primi tempi del cristianesimo, prima chiesa di Roma dedicata a Maria, Madre di Dio (un ‘titolo’ che si disputa con Santa Maria Maggiore). Prima delle cosiddette Basiliche Minori.

Facilmente raggiungibile dal Deposito di via del Castro Pretorio 32, prendendo il bus H dalla Stazione Termini e scendendo subito dopo Ponte Garibaldi. Da lì si percorre un tratto di via della Lungaretta, poi ti si apre agli occhi la bellissima piazza…

Voce di Wikipedia in italiano – English Article

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Bags Free Tour: Theatre of Marcellus (Teatro di Marcello)

Website: http://www.sovraintendenzaroma.it/i_luoghi/roma_antica/monumenti/teatro_di_marcello

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(source: Wikipedia)

The Theatre of Marcellus (Latin: Theatrum Marcelli, Italian: Teatro di Marcello) is an ancient open-air theatre in Rome, Italy, built in the closing years of the Roman Republic. At the theatre, locals and visitors alike were able to watch performances of drama and song. Today its ancient edifice in the rione of Sant’Angelo, Rome, once again provides one of the city’s many popular spectacles or tourist sites.

It was named after Marcus Marcellus, Emperor Augustus’s nephew, who died five years before its completion. Space for the theatre was cleared by Julius Caesar, who was murdered before it could be begun; the theatre was so far advanced by 17 BC that part of the celebration of the ludi saeculares took place within the theatre; it was completed in 13 BC and formally inaugurated in 12 BC by Augustus.

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The theatre was 111 m in diameter and was the largest and most important theatre in Ancient Rome; it could originally hold between 11,000 and 20,000 spectators.[1][2] It was an impressive example of what was to become one of the most pervasive urban architectural forms of the Roman world. The theatre was built mainly of tuff, and concrete faced with stones in the pattern known as opus reticulatum, completely sheathed in white travertine. The network of arches, corridors, tunnels and ramps that gave access to the interiors of such Roman theaters were normally ornamented with a screen of engaged columns in Greek orders: Doric at the base, Ionic in the middle. It is believed that Corinthian columns were used for the upper level but this is uncertain as the theater was reconstructed in the Middle Ages, removing the top tier of seating and the columns.

Like other Roman theaters in suitable locations, it had openings through which the natural setting could be seen, in this case the Tiber Island to the southwest. The permanent setting, the scaena, also rose to the top of the cavea as in other Roman theaters.

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The theatre fell out of use in the early 4th century and the structure served as quarry for e.g. the Pons Cestius in 370 AD. However, the statues located inside the building were restored by Petronius Maximus in 421 and the remaining structure still housed small residential buildings. In the Early Middle Ages the theatre was used as a fortress of the Fabii and then at the end of the 11th century (when it was known as templum Marcelli), by Pier Leoni and later his heirs (the Pierleoni). This saved the complex from further destruction. The Savelli held it in the 13th century. Later, in the 16th century, the residence of the Orsini, designed by Baldassare Peruzzi, was built atop the ruins of the ancient theatre.

Now the upper portion is divided into multiple apartments, and its surroundings are used as a venue for small summer concerts; thePortico d’Ottavia lies to the north west leading to the Roman Ghetto and the Tiber to the south west.

In the 17th century, the renowned English architect Sir Christopher Wren explicitly acknowledged that his design for the Sheldonian Theatre in Oxford was influenced by Serlio’s engraving of the Theatre of Marcellus.

Bags Free Tour: al Circo Massimo!

Per visitarlo: dalla Stazione Termini, linea metropolitana B fino alla Stazione Circo Massimo.

(fonte: 060608.it)

Circo Massimo (Circus Maximus), is the biggest building for shows of all times, it is 600 metres long and 140 metres wide; it is by the legend connected to the origins of the city: in fact during the games in honour of Conso, the rape of the Sabines happened and hence the birth of life in the city. Actually, a first arrangement of Valle Murcia – Murcia was, according to the tradition, the valley’s tutelary deity – it goes back to the age of the Tarquini and it can be connected to the construction of a sewer which permitted the drainage of the whole area and to regularise the ground. The equipment was probably not enough for this phase, but subsequently, throughout the centuries, there must have been many works in this area and starting with century II BC, also monumental like per the arch of Stertinio erected in 196 BC, the columns with statues, the support with the ova (marbles) in order to easily count the turns.Only Julius Caesar had a real brickwork constructed and its map is kept, at least partially, in the following constructions as witness the many reticulate works in various points during the excavation. Certainly the intervention of Augustus was of great importance: he completed and restored the hippodrome, he decorated it with the obelisk, which is now in piazza del Popolo, and built the pulvinar. Devastated many times by fire and consequently restored, it was then re-constructed almost integrally during the age of Domitian and Traian, phase to which most of the structures in bricks now visible belong. A great number of interventions were made by the following emperors, both structural, as it is proved by the section of brick walls, and finalised to the decoration, often of great importance: exemplar is the erection of the gigantic obelisk brought to Rome by Costante II, now at the Lateran.Like other buildings for shows, the tier of seats divided in three floors rested on parallel and radial structures that defined, on the inside, rooms with different functions. Going from the outside towards the arena, there is the external ambulatory, the barrel vaults, the intermediate ambulatory, another row of rooms adherents to the ima cavea. The barrel vaults have a ternary rhythm: one gave access to the ima cavea, one was dead ended and the third lodged the double flight of stairs that brought to the superior ambulatory which was obtained by internal curves inside the space of the barrel vaults. The two long straight wings of the tier of seats merged in the hemicycle at which centre there were the three barrel vaults in honour of Titus. At the opposite side, disposed on a large curve there were twelve carceres surmounted by the loggia from which the magistrate used to throw the map. The heart of the building was the spine limited at the extremities by the meta triplepointed; it held the ova (marbles) and the dolphins needed to signal which one of the seven turns, foreseen by the race, they were at. It was decorated by columns, statuary groups, altars, small temples and also two obelisks. The spine was, in fact, the best place to welcome the old and new cults of the circus valley, excluding the altar of Conso which was underground by the first mete, the Murcia votive chapel which was in the area of the track close to the cavea and to the temple of the Sun that was inserted in the tier of seats.The circus kept its activity, maybe just partially, until 549 when Totila gave the last games. Afterwards, the area became agricultural while in the hemicycle the deaconry of S. Lucy in Settizodio settled, with a big functioning complex for the assistance needs of the pilgrims, of it there are or could be reconstructed some minor constructions and the small tower. Subsequently, this complex, having become property of St. Gregory, was given in emphyteusis to Frangipane (1145); during the same period (1122) the aqua Mariana was brought to Rome, it ran across the Circus before flowing into the Tiber. A particular use was reserved to the slope of the Aventino, in fact from ‘500 on, it was used as a Cemetery for Jewish people. A new industrial phase was registered at the beginning of ‘800: a gasometer was installed towards S. Maria in Cosmedin and little by little, stores, factories, craftsmen businesses and houses got settled.The release of the area, hoped for by decennials, started with the works for the creation of the Monumental Area during the ‘30s at the same time as great excavation works started which, together with the present ones, have lighted up a good part of the hemicycle and the ruins of Titus’s arch.

(fonte: Wikipedia)

Il Circo Massimo è un antico circo romano, dedicato alle corse di cavalli, costruito a Roma. Situato nella valle tra il Palatino e l’Aventino, è ricordato come sede di giochi sin dagli inizi della storia della città: nella valle sarebbe avvenuto il mitico episodio del ratto delle Sabine, in occasione dei giochi indetti da Romolo in onore del dio Consus. Di certo l’ampio spazio pianeggiante e la sua prossimità all’approdo del Tevere dove dall’antichità più remota si svolgevano gli scambi commerciali, fecero sì che il luogo costituisse fin dalla fondazione della città lo spazio elettivo in cui condurre attività di mercato e di scambi con altre popolazioni, e – di conseguenza – anche le connesse attività rituali (si pensi all’Ara massima di Ercole) e di socializzazione, come giochi e gare.

Le prime installazioni in legno, probabilmente in gran parte mobili, risalirebbero all’epoca di Tarquinio Prisco, nella prima metà del VI secolo a.C. La costruzione di primi impianti stabili risalirebbe al 329 a.C., quando furono edificati i primi carceres. Le prime strutture in muratura, soprattutto legate alle attrezzature per le gare, si ebbero probabilmente solo nel II secolo a.C. e fu Gaio Giulio Cesare a costruire i primi sedili in muratura e a dare la forma definitiva all’edificio, a partire dal 46 a.C.

Il monumento venne restaurato dopo un incendio e probabilmente completato da Augusto, che per decorare la spina vi aggiunse (come testimoniato da una moneta di Caracalla) un obelisco dell’epoca di Ramses II portato dall’Egitto, l’obelisco Flaminio, che nel XVI secolo fu spostato da papa Sisto V in piazza del Popolo. Nel 357 un secondo obelisco fu portato a Roma per volere dell’imperatore Costanzo II ed eretto dal praefectus urbi Memmio Vitrasio Orfito sulla spina; oggi si trova davanti San Giovanni in Laterano.

Altri restauri avvennero sotto gli imperatori Tiberio e Nerone e un arco venne eretto da Tito nell’81 al centro del lato corto curvilineo: si trattava di un passaggio monumentale integrato nelle strutture del circo.

Dopo un grave incendio sotto Domiziano, la ricostruzione, probabilmente già iniziata sotto questo imperatore, venne completata da Traiano nel 103: a quest’epoca risalgono la maggior parte dei resti giunti fino a noi. Sono ricordati ancora restauri sotto Antonino Pio, Caracalla e Costantino I. Il circo rimase in efficienza fino alle ultime gare organizzate da Totila nel 549.

Le dimensioni del circo erano eccezionali: lungo 621 m e largo 118 poteva ospitare circa 250.000 spettatori. La facciata esterna aveva tre ordini: solo quello inferiore, di altezza doppia, era ad arcate. La cavea poggiava su strutture in muratura, che ospitavano i passaggi e le scale per raggiungere i diversi settori dei sedili, ambienti di servizio interni e botteghe aperte verso l’esterno. L’arena era in origine circondata da un euripo (canale) largo quasi 3 m, più tardi eliminato per aggiungere altri posti a sedere.

Sul lato sud si trova attualmente una torretta medioevale detta “della Moletta” appartenuta ai Frangipane. Nell’arena, si svolgevano le corse dei carri, con dodici quadrighe (cocchi a quattro cavalli) che compivano sette giri intorno alla spina centrale tra le due mete. La spina era riccamente decorata da statue, edicole e tempietti e vi si trovavano sette uova e sette delfini da cui sgorgava l’acqua, utilizzati per contare i giri della corsa.

I dodici carceres, la struttura di partenza che si trovava sul lato corto rettilineo verso il Tevere, disposti obliquamente per permettere l’allineamento alla partenza, erano dotati di un meccanismo che ne permetteva l’apertura simultanea.

circo01 circo02 circo03 circo04 circo05 Roma, ricostruzione del Circo Massimo, incisione del 1874

Bags Free Tour: San Paolo fuori le Mura – St Paul’s Outside the Walls

The Papal Basilica of St Paul Outside the Walls, commonly known as St Paul’s Outside the Walls, is one of Rome’s four ancient major basilicas or papal basilicas: the basilicas of St. John LateranSt. Mary Major, and St. Peter’s and Saint Paul Outside the Walls. James Michael Harvey was named archpriest of the basilica in 2012.

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La Basilica di San Paolo fuori le Mura è una delle quattro basiliche papali di Roma, la seconda più grande dopo quella di San Pietro in Vaticano.

Sorge lungo la via Ostiense, vicino alla riva sinistra del Tevere, a circa due km fuori dalle mura aureliane (da cui il suo nome) uscendo dalla Porta San Paolo. Si erge sul luogo che la tradizione indica come quello della sepoltura dell’apostolo Paolo (a circa 3 km dal luogo – detto “Tre Fontane” – in cui subì il martirio e fu decapitato); la tomba del santo si trova sotto l’altare papale. Per questo, nel corso dei secoli, è stata sempre meta di pellegrinaggi; dal 1300, data del primo Anno Santo, fa parte dell’itinerario giubilare per ottenere l’indulgenza e vi si celebra il rito dell’apertura della Porta Santa. Fin dall’VIII secolo la cura della liturgia e della lampada votiva sulla tomba dell’apostolo è stata affidata ai monaci benedettini dell’annessa abbazia di San Paolo fuori le Mura.

L’intero complesso degli edifici gode dell’extraterritorialità della Santa Sede, pur trovandosi nel territorio della Repubblica Italiana.

Il luogo rientra nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco dal 1980.

Rom, Sankt Paul vor den Mauern (San Paolo fuori le Mura) Basilica di San Paolo fuori le Mura tourism destinations sp03 OLYMPUS DIGITAL CAMERA Rom, Sankt Paul vor den Mauern (San Paolo fuori le Mura)

Bags Free Tour: Santa Maria Maggiore

Dieci minuti a piedi partendo dal nostro deposito di via del Castro Pretorio 32, si può visitare la magnifica Basilica di Santa Maria Maggiore (conosciuta anche come Basilica Liberiana o come la chiesa della Madonna delle Nevi). Se siete fortunatissimi, potreste trovarci Papa francesco in preghiera, visto che ci è devotissimo delle immagini mariane lì custodite e che ci si reca a pregare ogni volta che può. Mi raccomando, se lo incontrate, dite che… “Mi manda Bags Free!”

Da Wikipedia:

La papale basilica patriarcale maggiore arcipretale liberiana di Santa Maria Maggiore, conosciuta semplicemente con il nome di “basilica di Santa Maria Maggiore”, è una delle quattro basiliche papali di Roma. Collocata sulla sommità del colle Esquilino, è la sola ad aver conservato la primitiva struttura paleocristiana, sia pure arricchita da successive aggiunte.

La costruzione avvenne su una chiesa precedente, che una diffusa tradizione vuole sia stata la Madonna stessa ad ispirare apparendo in sogno a papa Liberio e al patrizio Giovanni e suggerendo che il luogo adatto sarebbe stato indicato miracolosamente. Così quando la mattina del 5 agosto un’insolita nevicata imbiancò l’Esquilino papa Liberio avrebbe tracciato nella neve il perimetro della nuova basilica, costruita poi grazie al finanziamento di Giovanni. Di questo antico edificio rimane il ricordo solo in un passo del Liber pontificalis che afferma che Liberio «fecit basilicam nomini suo iuxta Macellum Liviae».

Ad ogni modo il 5 agosto di ogni anno, in ricordo della Madonna della Neve, avviene la rievocazione del cosiddetto “miracolo della nevicata”: durante una suggestiva celebrazione viene fatta scendere dalla cupola della cappella Paolina una cascata di petali bianchi. Storicamente parlando, la chiesa precedente era dedicata alla fede nel Credo proclamato dal primo concilio di Nicea.

(altre informazioni qui)

The Basilica di Santa Maria Maggiore (English: Basilica of Saint Mary Major, Latin: Basilica Sanctae Mariae Maioris), or church of Santa Maria Maggiore, is the largest Catholic Marian church in Rome, Italy. Other churches in Rome dedicated to Mary include Santa Maria in Trastevere, Santa Maria in Aracoeli, and Santa Maria sopra Minerva, but the greater size of the Basilica of Saint Mary Major justifies the adjective by which it is distinguished from the other 25.

According to the 1929 Lateran Treaty, the basilica located in Italian territory is owned by the Holy See and enjoys extraterritorial status similar to that of foreign embassies. The building is patrolled internally by police agents of Vatican City State, not by Italian police. It is located on Piazza del Esquilino, number 34, some five blocks southwest of the Stazione Termini.

The church is sometimes referred to as Our Lady of the Snows, a name given to it in the Roman Missal from 1568 to 1969 in connection with the liturgical feast of the anniversary of its dedication on 5 August, a feast that was then denominated Dedicatio Sanctae Mariae ad Nives (Dedication of Saint Mary of the Snows). This name for the basilica had become popular in the 14th century in connection with a legend that the 1911 Catholic Encyclopedia reports thus: “During the pontificate of Liberius, the Roman patrician John and his wife, who were without heirs, made a vow to donate their possessions to the Virgin Mary. They prayed that she might make known to them how they were to dispose of their property in her honour. On 5 August, at the height of the Roman summer, snow fell during the night on the summit of the Esquiline Hill. In obedience to a vision of the Virgin Mary which they had the same night, the couple built a basilica in honour of Mary on the very spot which was covered with snow. From the fact that no mention whatever is made of this alleged miracle until a few hundred years later, not even by Sixtus III in his eight-line dedicatory inscription … it would seem that the legend has no historical basis.”

(info, Wikipedia)

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Bags Free Roma consiglia… Festival della Letteratura ebraica di Roma

Al via Festival della Letteratura ebraica di Roma. La famiglia è il tema di questa edizione

Libri, arte, musica,danza e cucina all’ombra del Tempio Maggiore, dal 13 al 17 settembre

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Libri, musica, arte, incontri, danza, teatro, ma anche la tradizione della buona tavola, all’ombra del Tempio Maggiore di Roma: e’ il VII Festival Internazionale di Letteratura e Cultura Ebraica, che si terra’ dal 13 al 17 settembre nel Quartiere Ebraico della Capitale. La kermesse, a cura di Ariela Piattelli, Raffaella Spizzichino e Shulim Vogelmann, e’ stata presentata questa mattina al Museo Ebraico di Roma dal presidente della Comunita’ Riccardo Pacifici, insieme con la presidente della commissione Cultura di Roma Capitale Michela Di Biase e con il commissario straordinario dell’Arsial Antonio Rosati, tra gli sponsor del Festival.
Il filo conduttore dell’edizione di quest’anno e’ “What’s up family? Cosa succede, famiglia?”, che sara’ affrontato attraverso suggestioni letterarie, fotografie ed esposizioni, fino al dibattito piu’ contemporaneo sulla bioetica. “Abbiamo pensato subito al tema della famiglia – ha spiegato Piattelli – un tema trasversale su cui si puo’ iniziare a riflettere e costruire contenuti. Noi oggi non possiamo solo raccontare la famiglia come e’ oggi, ma anche le trasformazioni degli ultimi anni. Partiremo dall’ ‘inizio del futuro’, i figli”.
Il Festival aprira’ sabato 13 con la Notte della Cabbala, una maratona di appuntamenti, mostre ed eventi che dalle 21 alle 2 del mattino animeranno l’area dell’ex Ghetto: dal dibattito tra Elena Loewenthal e la storica Fania Oz, figlia di Amos Oz, all’incontro col rabbino capo Riccardo Di Segni, fino al concerto della popstar israeliana Idan Raichel. Il Museo Ebraico di Roma e la Grande Sinagoga saranno straordinariamente aperti dalle ore 22 per visite guidate.
Tra le iniziative in cartellone l’intervista, domenica 14, di Antonio Monda al premio Pulitzer Elizabeth Strout, mentre il giorno dopo un gruppo di scrittori (Alessandro Piperno, Andrea Minuz, Filippo La Porta, Rino Caputo e Simona Foa’) dibatteranno su ‘Ebraismo e letteratura italiana’.
La sera di lunedi’ 15 Ennio Morricone svelera’ alcuni ‘segreti’ di ‘C’era una volta in America’.
Martedi’ 16 sara’ la volta della scrittrice di Brooklyn Jami Attenberg, mentre la chiusura del 17 settembre e’ tutta nel segno della danza contemporanea, con i coreografi Oded Graf e Yossi Berg, che presenteranno la performance “Heroes”, su musiche di Ohad Fishof e David Bowie, vincitrice del premio internazionale di coreografia Burgos-New York.
Ma nel programma della settimana non mancano gli incontri enogastronomici, come quello di domenica con la chef Laura Ravaioli che parlera’ della cucina ebraica ‘casalinga’. Tutti gli eventi sono a ingresso libero (info allo 060608 e sul sito www.festivaletteraturaebraica.it).(ANSA).