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Del bastone del pellegrino. Del trekking e del nordic walking #WalkingOnFrancigena #BagsFree

Il bastone è da sempre uno degli attributi che contraddistingue il pellegrino. A partire dalla simbologia che lo raffigura lungo il cammino.

Photo Hurde, stampa del Cinquecento con raffigurato un pellegrino sul cammino per Compostela

Intendendo per cammino non solo la via Francigena ma anche il cammino di Compostela o qualsiasi altro genere di cammino.

Carving, South Stoke Church

Il motivo per cui il pellegrino si dota di bastone è facile da capire. Principalmente per aiutarsi nel camminare, specie nei tratti più impervi, in salita o in discesa.

Il bastone del pellegrino è anche detto “bordone” ed è una figura araldica (legata ad esempio agli stemmi di tante città o alle raffigurazione di santi, come San Francesco di Paola). In araldica spesso termina con un elemento a forma di palla o con una borraccia.

San Francesco di Paola, sempre raffigurato con il suo bastone da pellegrino

Nella lingua italiana abbiamo diverse espressioni che rimandano a questo elemento. Diciamo per esempio che “teniamo bordone” a qualcuno quando lo assecondiamo nei suoi ragionamenti (ovvero ne facciamo un nostro compagno di cammino “mentale”). Oppure diciamo che “piantiamo bordone“, quando ci fermiamo, o che “camminiamo a tutto bordone” quando affrettiamo il passo.

Il bastone del pellegrino moderno oggi è normalmente un bastone da trekking, per chi lo adopera solo per rinforzare a rendere più sicuro il proprio passo, ovvero ne compie l’uso tradizionale per l’appoggio.

Bastoncini da trekking con dragona semplice – Foto ripresa dal sito trekking.it

In passato erano esclusivamente di legno, ora vengono anche realizzati in allumino e in fibra di carbonio.

I camminatori e pellegrini più sportivi invece preferiscono usare i bastoncini per il nordic walking o camminata nordica. La differenza fondamentale con i supporti per il trekking è che questi ultimi aiutano anche a fare attività fisica. Non servono quindi solo per l’appoggio ma principalmente ti aiutano ad avanzare facendo lavorare anche la parte alta del corpo.

Bastoncino da Nordic Walking dotato di dragona con guardamano – Foto ripresa dal sito nordicwlakers.it

Come le sciabole degli ufficiali dell’esercito, i bastoncini moderni sono forniti della cosiddetta dragona ovvero di un “laccio” che ci aiuta a non perdere “‘l’arma”, ossia il bastoncino. Anche questa ci aiuta a distinguere solitamente i tipi di bastoncino. Quelli da trekking hanno una dragona semplice, che cinge il polso per non farti lasciare la presa, mentre quelli per il nordic walking hanno una dragona con guardamano, ovvero con un passante per il pollice (perchè nella pratica del nordic la mano si apre e si chiude regolarmente durante la propulsione).

Il bastone, di qualsiasi tipo sia, va usato con la massima attenzione. Nel caso del nordic walking occorre tener conto che questa è una attività sportiva vera e propria. Che non in tutti i tratti di cammino è possibile. Se la pendenza è troppo elevata ad esempio. E che occorre seguire delle semplici ma precise regole di alternanza di movimenti.

Se vi interessa, uno dei “nostri”, Lucio Maselli, è un eccellente (e certificato) istruttore. Potete chiedere consigli scrivendo a info@walkingonfrancigena.com indirizzando alla sua attenzione. Sarà ben felice di rispondere alle vostre domande. Anche sul trekking o sulla preparazione fisica in genere.

Buon Cammino!

Sigerico, chi era costui? #BagsFree #WalkingOnFrancigena

Il pellegrino o il turista che percorrono la Via Francigena, sentiranno spesso parlare di un personaggio chiamato Sigerico. Troveranno Ostelli o Accoglienze a lui dedicate, vedranno lapidi o iscrizioni dove si parla di lui. 

Chi era Sigerico? Era un monaco britannico, presso l’abbazia di Glastonbury, un luogo legato a molte storie del periodo medievale. Si dice Glastonbury fosse stata fondata da Giuseppe di Arimatea (l’uomo che cedette il suo sepolcro per la sepoltura del Cristo) e che corrisponda alla leggendaria Avalon, dove il re Artù e la regina Ginevra furono sepolti. 

Fu comunque sicuramente un centro di spiritualità cristiana fin dal VII secolo dopo Cristo e l’abbazia dove era monaco Sigerico ebbe poi il massimo splendore più tardi quando, dopo un incendio (1184), venne ricostruita dai monaci benedettini. Oggi rimangono solo le sue suggestive rovine.

Le rovine dell’abbazia di Glastonbury in una foto di inizio ‘900

Nel 980 il monaco Sigerico venne nominato Abate a Sant’Agostino di Canterbury e successivamente venne nominato Arcivescovo dello stesso luogo, nel 990. 

Canterbury, Abbazia di Sant’Agostino

Il Pontefice dell’epoca, Papa Giovanni XV, chiese a vescovi e arcivescovi di Italia, Francia, Germania ed Inghilterra di recarsi in Vaticano per ricevere la loro insegna, il pallio, quindi anche Sigerico si trovò nella necessità di affrontare il viaggio da Canterbury a Roma e ritorno.  Non uno scherzo per l’epoca. 

Partì per una delle tante Vie Romee. Conoscete sicuramente il detto “Tutte le strade portano a Roma“. Ne esistevano tante di vie per arrivare a Roma, ed ognuna aveva infinite varianti. In sintesi, Vie romee o romipete erano chiamate nel Medioevo tutte quelle strade percorse a piedi dai pellegrini che avevano come meta la Sede Apostolica.

Quella che oggi conosciamo come Via Francigena, che va da Canterbury a Roma era in precedenza detta anche Itinerario di Sigerico, perchè il monaco, poi Abate, poi Arcivescovo ci lasciò la memoria scritta del suo percorso di ritorno (da Roma a Canterbury quindi), che egli percorse in 80 tappe (submansiones. in latino) 

1600 chilometri percorsi in 79 giorni fanno una media di poco più di 20 chilometri al giorno, la stessa di chi ancora oggi percorre l’itinerario dell’Arcivescovo inglese di cui parliamo in questo post. 

Particolare dell’antico manoscritto, conservato alla British Library

La traduzione italiana del manoscritto suona così (per un errore dell’antico copista manca l’indicazione della settantanovesima tappa):

Arrivo del nostro arcivescovo Sigerico a Roma: per prima cosa al sepolcro del beato Pietro apostolo: poi a Santa Maria ospizio degli Inglesi: a San Lorenzo in Graticola: a San Valentino in ponte Mollo: a Santa Agnese: a San Lorenzo fuori le mura: a San Sebastiano: a Sant’Anastasio: a San Paolo: a San Bonifacio: a Santa Sabina: a Santa Maria dei Greci: a Santa Cecilia: a San Crisogono: a Santa Maria di Trastevere: a San Pancrazio. Poi sono tornati a casa. La mattina dopo a Santa Maria Rotonda: ai Santi Apostoli: a San Giovanni in Laterano. Poi pranzammo con papa Giovanni: poi a Gerusalemme: a Santa Maria Maggiore: a San Pietro in Vincoli: a San Lorenzo dove il corpo di lui fu bruciato.
Queste sono le tappe da Roma fino al mare. 1 Città di Roma – 2 San Giovanni in Nono – 3 Baccano – 4 Sutri – 5 Forcassi – 6 San Valentino – 7 San Flaviano – 8 Santa Cristina – 9 Acquapendente – 10 San Pietro e Paolo – 11 Abricola – 12 San Quirico – 13 Torrenieri – 14 Arbia – 15 Siena – 16 Borgonuovo – 17 Elsa – 18 San Martino in Fossa – 19 San Gimignano – 20 Santa Maria a Chianni – 21 San Pietro, Corazzano – 22 San Dionisio – 23 Arneblanca – 24 Acquanera – 25 Porcari – 26 Lucca – 27 Camaiore – 28 Luni – 29 Santo Stefano – 30 Aulla – 31 Pontremoli – 32 San Benedetto – 33 San Moderanno – 34 Filemangenur – 35 Mezzana – 36 San Donnino – 37 Florico – 38 Piacenza – 39 Sant’Andrea – 40 Santa Cristina – 41 Pamphica – 42 Tromello – 43 Vercelli – 44 Santhià – 45 Ivrea – 46 Poley – 47 Aosta – 48 St. Rhémy – 49 Bourg-St. Pierre – 50 Orsières – 51 St. Maurice – 52 Versvey – 53 Vevey – 54 Losanna – 55 Orbe – 56 Antifern – 57 Puntarlier – 58 Nos – 59 Besançon – 60 Coussey – 61 Seveux – 62 Grenant – 63 Oisma – 64 Blessonville – 65 Bar – 66 Brienne – 67 Donnemant – 68 Fontaine – 69 Châlons – 70 Reims – 71 Corbeny – 72 Laon – 73 Saint Martin – 74 Duin – 75 Arras – 76 Bruay – 77 Thérouanne – 78 Gisne – 79 – 80 Sumeran.

Abbadia a Isola, Abbazia dei Santi Salvatore e Cirino, costruita dalla contessa Ava del Lambadi dopo il passaggio di Sigerico, che alloggiò nel Castello di Borgonuovo (XVI tappa).  “A Isola” perchè si ergeva come fosse un’isola in una zona paludosa.

Le tappe lungo le quali noi di Bags Free e Walking On Francigena assistiamo turisti e pellegrini, da Lucca a Roma, corrispondono alle prime 26 dell’itinerario sigericiano:

I – Urbs Roma (oggi la città di Roma e il Borgo Leonino)
II – Johannis VIIII (oggi la località chiamata “La Storta” lungo la via Cassia)
III – Bacane (oggi la Valle di Baccano, nella zona di Campagnano di Roma)
IV – Suteria (oggi Sutri)
V – Furcari (oggi Forocassio, frazione di Vetralla)
VI – Sce Valentine (oggi “Borgo San Valentino”, presso Viterbo)
VII – Sce Flaviane (oggi Montefiascone)
VIII – Sca Cristina (oggi Bolsena)
IX – Aqua Pendente (oggi Acquapendente)
X – Sce Petir in Pail (oggi Podere Voltole, presso Abbadia San Salvatore)
XI – Abricula (oggi la località “Briccola”, o “Le Briccole”, presso Castiglione d’Orcia)
XII – Sce Quiric (oggi San Quirico d’Orcia)
XIII – Turreiner (oggi Torrenieri, presso Montalcino)
XIV – Arbia (oggi Ponte d’Arbia, nel comune di Monteroni d’Arbia)
XV – Seocine (oggi Siena)
XVI – Burgenove (oggi Abbadia a Isola, nel comune di Monteriggioni)
XVII – Aelse (Pieve d’Elsa, oggi non più esistente, presso il comune di Colle Val d’Elsa)
XVIII – Sce Martin in Fosse (oggi Molino d’Aiano, presso Colle Val d’Elsa)
XIX – Sce Gemiane (oggi San Gimignano)
XX – Sce Maria Glan (oggi Pieve di Santa Maria Assunta a Chianni, presso Gambassi Terme)
XXI – Sce Peter Currant (oggi Pieve dei Santi Pietro e Paolo a Coiano, fraz. di Castelfiorentino)
XXII – Sce Dionisii (oggi San Genesio, preso il comune di San Miniato)
XXIII – Arne Blanca (oggi Fucecchio)
XXIV – Aqua Nigra (oggi Ponte a Cappiano, nel comune di Fucecchio)
XXV – Forcri (oggi Porcari)
XXVI – Luca (oggi Lucca)



La Pieve romanica di Santa Maria Assunta a Chianni (Gambassi Terme) rappresentò per l’arcivescovo inglese, la XX tappa (Mansio) del suo itinerario di ritorno da Roma verso l’Inghilterra e la località fu da lui definita S[an]c[t]e Maria Glan.

Il lago che Sigerico chiama Bacane; era uno degli otto laghi laziali presso i Monti Sabatini. Oggi ne rimangono tre (Bracciano, Martignano e Monterosi). Scaricava le sue acque nel Tevere all’altezza dell’attuale quartiere romano di Prima Porta attraverso un canale. Venne bonificato nel 1715 dal principe Augusto Chigi.
Johannis VIIII, oggi  “La Storta”. Dai tempi dell’antica Roma in questo luogo vi era una stazione di posta, dove si cambiavano i cavalli e ci si rifocillava. Ci si fermò anche Sigerico. Il nome Johannis VIIII (Giovanni Nono) era legato ad un antico luogo di culto. “La Storta” ha due possibili etimologie. Una legata al fatto che qui la Cassia si divideva in due rami (“storce, si torce”), l’altra derivata dal brigantaggio a lungo praticato in questa zona (“storta” nel senso di ” brutta, pericolosa, da evitare”).  

Walking On Francigena, il sito

Da tanti anni, come sapete, ci occupiamo della Via Francigena. I nostri operatori portano i vostri bagagli a destinazione mentre voi vi godete il cammino, viaggiando leggeri, come nel primo slogan di Bags Free.

Molti lo ricordano sicuramente, anche se ora lo usiamo meno nella nostra comunicazione. Suonava così: Bags Free, Light Holiday. Vale per tutti i nostri clienti ovviamente. Quelli che girano per le città di Roma o di Barcellona, alleggeriti per tutta la giornata dal peso di valigie, borse e zaini, ma a maggior ragione per chi percorre la Via Francigena o la Via di Francesco, Permettiamo loro di farlo con solo uno zainetto leggero, il bordone o i bastoncini da trekking o da nordic walking, la macchina fotografica e pochissimo altro. 

Il sito Walking On Francigena lo trovate qui!

Raccoglie tutti i nostri servizi, quelli offerti finora e quelli che iniziamo ad offrire per la nuova stagione! Vi invitiamo a scoprirli! Ed a contattarci, compilando il form, per metterci alla prova!

Buon cammino a tutti!

Luca del team di Walking On Francigena

Se cammino, vivo. Il libro di un amico speciale #BagsFree #WalkingOnFrancigena

Ho conosciuto Andrea Spinelli, l’amico speciale del titolo, l’autore del libro, camminando con lui, andando “Su è giù per la Variante Cimina della Via Francigena”, nella particolare occasione di una iniziativa per la sensibilizzazione e la raccolta fondi per la ricerca sul tumore al seno, con la Komen.

Non lo conoscevo prima ma ho percepito, parlandoci, che aveva una forza particolare dentro… poi ho capito perchè, ed ora seguo i suoi passi anche a distanza, ascoltando i video che mette on line, in rete, dopo ogni passeggiata o quasi.

Camminare fa bene, camminare anche da soli, come spesso piace fare anche a me, apre lo spirito, ti fa riflettere sulle grandi cose, ti fa percepire la piccolezza di tante altre che nella vita comune, di tutti i giorni, correndo appresso a questo o a quello, ci sembrano chissà che…

Per me, credente, camminare ti ricorda che sei un uomo che cerca la verità su se stesso, che cerca Dio, che si rende conto delle sue mancanze, ma anche delle risorse infinite che ha dentro.

Leggere il libro di Andrea ti fa percepire bene tutto questo, vi invito a farlo. Lo trovate su Amazon, da Mondadori, nelle migliori librerie.

Buon cammino e buona lettura!

Viaggi e cammini… d’autunno! #BagsFree #WalkingOnFrancigena

E’ in edicola il numero autunnale di una nuova rivista (il primo è uscito questa estate con un ricco reportage sulla Via Francigena), “Viaggi e Cammini“. Ci sentiamo di consigliarne l’acquisto ai clienti ed agli amici, che, come noi, sono appassionati frequentatori di cammini e vie di pellegrinaggio.

Luca, che scrive questo post, ha vista la sua attenzione presa da un articolo che non ha il richiamo in copertina, intitolato: “Camminare in autunno. I consigli pratici per poter affrontare un viaggio in una stagione mutevole“.

Eh già, perchè ci crediate o no, ci sono camminatori anche in autunno ed inverno. In questi giorni stiamo assistendo il cammino di un gruppetto di quattro persone sulla Via di Francesco.

Perchè viaggiare, camminare in autunno, ha i suoi disagi, legati solitamente al meteo non sempre amichevole, specie sul tratto appenninico, che ti costringe ad avere dell’equipaggiamento supplementare, ma ha anche i suoi indubbi pregi.

Sentieri meno affollati, colori più vividi e vari, paesaggi mutevoli ed affascinanti…

Da vecchio scout, ricordo che ripetevo spesso ai ragazzi una massima che recitava che “non esiste bello o cattivo tempo, ma solo un buono o un cattivo equipaggiamento“.

Ed è vero. Camminare in autunno richiede alcune accortezze, riportate tutte correttamente nell’articolo, dal vestirsi a strati (“a cipolla“), all’avere con sè una giacca a vento, possibilmente in goretex, ricordarsi del copri zaino (non tutti i modelli in vendita, specie quelli economici, sono impermiabili) o avere almeno un poncho largo, che copra sia il camminatore, sia lo zaino.

Poi sono senz’altro molto utili una lampada frontale (fa buio prima in autunno, e se oltretutto piove o c’è nebbia o foschia; e ricordatevi le pile di riserva…) e un bel fischietto per richiamare l’attenzione (io me lo porto anche d’estate in verità, non si sa mai…).

La rivista aggiunge all’elenco che avrei fatto io anche i ramponcini da trekking. Attenti però sia a sceglierli bene (non sono, ripeto, non sono uguali a quelli per alpinismo in alta montagna e sui ghiacciai!) sia ad usarli in modo appropriato (ovvero su pendenze non troppo ripide ed in luoghi non molto esposti).

Visto che il terreno in autunno è sicuramente più scivoloso, oltre ad avere calzature con suole scolpite, che facciano presa, consiglierei anche un paio di bastoncini da trekking. Ma, come scrive l’articolista, attenti soprattutto alle scarpe, che siano magari anche impermiabili e le più adatte alla stagione (peggio di finire con i piedi e i calzettoni bagnati in questa stagione penso ci sia davvero poco per un escursionista…).

Un ultimo consiglio, che non c’è nell’articolo, ma mi permetto sempre di dare a tutti è quello di interpellare una guida del posto, CAI o AIGAE che sia. Vi saprà senz’altro meglio consigliare, conoscendo la zona ed il terreno su cui vi avventurate meglio di chiunque altro, su cosa, in più o in meno, sia opportuno avere con voi.

Buon cammino! D’autunno come d’estate!

Luca del team di Walking On Francigena

Il Museo della Via Francigena a Lucca #BagsFree #WalkingOnFrancigena

Non tutti lo sanno ma, a Lucca, in alta Toscana quindi, esiste un Museo della Via Francigena. Posto sulle mura cinquecentesche della città, nei pressi di Porta Elisa, offre una serie di servizi turistici e culturali.

Museo della Francigena - Entry Point

Museo della Francigena – Entry Point

E’ possibile ritirare presso il Museo la credenziale del pellegrino.

Il MUSEUM è collocato nella ex Casa del Maestro di Giustizia, nel complesso monumentale del Bastione San Salvatore.

Lucca – Porta Elisa

Si accede all’interno del bastione attraverso una lunga Galleria che porta alla Sala Centrale, dotata di quattro cannoniere, coperta da volte a crociera, sorrette da un poderoso pilastro in pietra: il recente restauro permette di apprezzare l’articolazione del sotterraneo e di seguirne le trasformazioni nel tempo.
A conclusione degli scavi è stata lasciata a vista la base in pietra della torre delle mura medievali, parzialmente demolite con la costruzione del Bastione, che rende l’ambiente particolarmente suggestivo. Con la costruzione del baluardo la struttura del Bastione, con i suoi sotterranei, non è stata abbattuta, ma sopra la galleria di accesso, è stata realizzata un’abitazione su tre piani, nota come “Casa del Boia”, perché assegnata al boia Tommaso Jona nel 1825.

E’ proprio in questa prima e suggestiva sala che ci si può immergere nel Cammino della Via Francigena attraverso il tempo e lo spazio: Francigena Emotion. Il Viaggio, la Fede, la Bellezza è un percorso multimediale immersivo di nuovissima concezione.
Al piano superiore, percorsi multimediali didattici interattivi.

A casa della Contessa, con Bags Free #WalkingOnFrancigena

 

A casa della Contessa, con Bags Free

Una tra le più suggestive accoglienze della parte toscana della Via Francigena.

L’Ostello Contessa Ava del Lambardi

L’ostello è di proprietà comunale ed è ricavato nei locali monastici dell’ex-abbazia dei SS. Salvatore e Cirino all’Isola, fondata dalla contessa Ava nel 1001 lungo la Via Francigena.

La struttura, aperta nel 2015, dispone di 50 posti letto distribuiti in camere singole, doppie e multiple.

Abbadia Isola si trova lungo il percorso ministeriale della Francigena, a circa 3,5 Km dal castello di Monteriggioni in direzione S. Gimignano.

Abbazia dei SS. Salvatore e Cirino all'Isola

Abbazia dei SS. Salvatore e Cirino all’Isola

Le leggende narrano che la Contessa Ava dei Lambardi, fondatrice del monastero di Abbadia Isola, fosse attratta dalla vita silvestre; le leggende tramandate e vive ancor oggi dicono che ella amasse trascorrere le giornate con le sue sette ancelle nella foresta, incontrando maghi, viandanti, monaci ed eremiti. Si dice che con un solo sguardo risolvesse i problemi di chi la incontrava e che oggi Ava sia protettrice dei boschi, oltre che delle sue genti.

Indirizzo: Loc. Abbadia Isola

Telefono: +39 0577 30 00 00 – +39 338 25 06 902

E-mail: info.contessaava@gmail.com

Walking On Francigena, sulla Variante Cimina #BagsFree #WalkingOnFrancigena

Walking On Francigena, sulla Variante Cimina

Ieri, domenica 17 giugno, bellissima esperienza “walking on Francigena” per Luca di Bags Free con tantissime persone, alcune centinaia, lungo i sentieri intorno al Lago di Vico, parte integrante della “Variante Cimina della Via Francigena“.

Cos’è la Variante Cimina?

Perchè “Variante”? Perchè il percorso ufficiale della Via Francigena va da Viterbo a Vetralla e da Vetralla a Sutri, ma fin dal Basso Medioevo era frequentatissimo anche il percorso che da Viterbo andava verso Ronciglione e da Ronciglione a Sutri, dalla parte più interna.

Questo perchè era un percorso più protetto, in tempi di invasioni e scorrerie saracene.

Un bel trekking

Una bella esperienza, un anello di 8 chilometri e mezzo su un sentiero che ripercorreva in buona parte il margine della caldera vulcanica, in mezzo ad una bellissima faggeta, castagni, funghi e quant’altro.

Luca Zacchi di Bags Free e Antonio Correnti dell'Associazione Variante Cimina della Via Francigena

Luca Zacchi di Bags Free e Antonio Correnti dell’Associazione Variante Cimina della Via Francigena

La salita che dava inizio al percorso

La salita che dava inizio al percorso

Tappe toscane crescono… #BagsFree #WalkingOnFrancigena

Tappe toscane crescono… #BagsFree #WalkingOnFrancigena

Pochi lo sanno ancora, ma da qualche settimana, in via sperimentale, abbiamo iniziato ad effettuare il nostro servizio di trasporto bagagli per i pellegrini ed i camminatori, più o meno sportivi, anche al di sopra di Lucca, nel primo tratto toscano della Via Francigena.

Il cammino entra in Toscana attraverso il Passo della Cisa, poi traversa, tra l’altro, Pontremoli, Aulla, Sarzana, Massa, Camaiore, per arrivare per l’appunto a Lucca. La Lunigiana e le Alpi Apuane insomma.

Non è al momento tra i tratti più frequentati del Cammino (poche strutture di accoglienza, molti tratti di asfalto, paesaggi meno accattivanti della Val d’Orcia o similari) e le richieste al momento non sono moltissime. Ma la Francigena comunque cresce e noi vogliamo crescere assieme a lei.

Tappe toscane crescono... #BagsFree #WalkingOnFrancigena

Tappe toscane crescono… #BagsFree #WalkingOnFrancigena

Le tappe che al momento abbiamo iniziato a servire, facendo riferimento alla guida ufficiale del Cammino, sono:

Tappa 24, da Aulla a Sarzana (16,2 km – potrete chiedervi: chi era Castruccio Castracani?)
Tappa 25, da Sarzana a Massa (29,6 km – visitate l’Antica Luni! Se vi sembra troppo lunga potete fermarvi ad Avenza)
Tappa 26, da Massa a Camaiore (26 km – tappa divisibile anche questa, fermandosi a Pietrasanta; il Corpus Domini di Camaiore è indimenticabile per colori e profumi)
Tappa 27, da Camaiore a Lucca (23,8 km – la tappa del “tiro alla forma” e delle “Croci della Lucchesia”)

Tappe toscane crescono... #BagsFree #WalkingOnFrancigena

Tappe toscane crescono… #BagsFree #WalkingOnFrancigena

Per maggiori informazioni: francigena@bags-free.com