Archivio mensile:febbraio 2018

Bags Free tra i relatori dei “Seminari Francigeni” a Caprarola

Bags Free tra i relatori dei “Seminari Francigeni” a Caprarola

CAPRAROLA, AL VIA I “SEMINARI FRANCIGENI” PER GIOVANI E OPERATORI

Un ciclo di incontri gratuiti per la valorizzazione della Variante Cimina della Via Francigena

Al via a Caprarola i “Seminari Francigeni”. Venerdì 16 febbraio 2018 alle ore 16, presso le Scuderie di Palazzo Farnese, si terrà il primo incontro del corso gratuito per la valorizzazione della Variante Cimina della Via Francigena.

Il ciclo di seminari dedicati a giovani e agli operatori dell’accoglienza è promosso dai Comuni di Caprarola, Carbognano e Ronciglione con il supporto e coordinamento dell’associazione Variante Cimina della via Francigena per promuovere l’affluenza turistica locale e sviluppare nuove forme imprenditoriali legate al turismo lento e dei cammini. Gli incontri illustreranno come si può investire sul territorio in maniera vincente, puntando sulla qualità, sulla differenziazione dell’offerta e sull’originalità. Creando un marchio collettivo e favorendo una collaborazione comune, si diventa “azionisti” del proprio territorio e si rafforza il senso di comunità.

In questo primo appuntamento, l’esperto Maurizio Forte dell’associazione Amici del Cammino di San Benedetto affronterà la tematica dell’ospitalità coadiuvato, nello spazio dedicato alla small talk, dal camminatore nepesino Romano Cialimbruschi, il quale illustrerà le proprie esperienze di pellegrino sui cammini nel mondo. Il primo seminario è comune sia ai giovani sia agli operatori già presenti sul territorio, mentre i seminari successivi seguiranno il seguente programma:

23 febbraio 2018 – ore 16.30-19.00 – Investire
Docente: Michele D’Apolito
Small Talk: Alessandro Greco (Bags Free)
(Giovani)

27 febbraio 2018 – ore 16.30-19.00 – Operatori
Docente: Maria Francesca Guida
Small Talk: Il Borgo albergo Acquapendente
(Operatori)

6 marzo 2018 – ore 16.30-19.00 – Comunicare
Docente: Vania Ribeca – Chiara Faggiolani
Small Talk: travel blogger
(Operatori)

9 marzo 2018 – ore 16.30-19.00 – Comunicare
Docente: Andrea Bonalumi
Small Talk: Carlo Zucchetti, enogastronomo, influencer
(Giovani)

18 marzo 2018
Passeggiata formativa di un giorno da Viterbo a Montefiascone con esperienza di accoglienza presso l’ostello Domus Peregrini.
(Operatori + Giovani)

21 marzo 2018
Laboratorio conclusivo e cerimonia di consegna attestati di partecipazione

Chi non ha avuto modo di iscriversi in occasione dei due Info Day svoltisi nelle scorse settimane, potrà farlo via email all’indirizzoinfo@varianteciminadellafrancigena.it entro le ore 13.00 del 15 febbraio 2018.

UFFICIO STAMPA
COMUNE DI CAPRAROLA

Bags Free tra i relatori dei "Seminari Francigeni" a Caprarola

Bags Free tra i relatori dei “Seminari Francigeni” a Caprarola

Sant’Eulalia, és una festa a Barcelona

Sant’Eulalia, és una festa a Barcelona

El programa en català

El programa en español

The program in English

La festa

Sant'Eulalia, è festa a Barcelona!

Sant’Eulalia, è festa a Barcelona!

Il 12 febbraio, a Barcelona, la chiesa cattolica ricorda Sant’Eulaia, santa patrona della città e della sua cattedrale, che gli abitanti chiamano familiarmente la “Seu” proprio dalle iniziali della santa. La tradizione in realtà ricorda due sante con questo nome, nate nello stesso anno ed ugualmente morte martiri; una a Merida, l’altra a Barcelona. Probabilmente una delle due è una sovrapposizione tradizionale dell’altra. Troppo simili sono le loro storie.

Sant'Eulalia, è festa a Barcelona!

Sant’Eulalia, è festa a Barcelona!

Ma i festeggiamenti a Barcelona iniziano prima, tre giorni prima. E quest’anno si svolgono dal 9 al 12 di febbraio, con una incredibile sequenza di spettacoli, manifestazioni, eventi culturali e musicali.

Sant'Eulalia, è festa a Barcelona!

Sant’Eulalia, è festa a Barcelona!

La storia di Sant’Eulalia

Buona pulcella fut Eulalia. Bel avret corps, bellezour anima.
(Eulalia era una buona giovinetta. Aveva un bel corpo e un’anima ancora più bella)

A presentarcela così è un manoscritto di enorme importanza storica, linguistica e letteraria: si tratta infatti della prima attestazione scritta dell’antico francese, all’epoca definito roman. Più esattamente, è una “sequenza”, cioè una composizione ritmica che veniva cantata durante il rito gregoriano, e i filologi moderni sono ormai concordi nel datare il manoscritto intorno all’anno 880.

La Sequenza di sant’Eulalia sarebbe dunque una delle opere che contribuirono a spargere il culto della santa giovinetta in tutta Europa, all’indomani del ritrovamento, nell’878 a Barcellona, del suo corpo, del quale secondo la tradizione si erano perse le tracce dal 713, quando era stato nascosto per sottrarlo alla profanazione durante la prima conquista araba della penisola iberica. Da allora il culto di sant’Eulalia è vivissimo a Barcellona, dove la ricorrenza del suo martirio, avvenuto il 12 febbraio del 303, è preceduta da una settimana di festeggiamenti e celebrazioni.

La vicenda terrena di Eulalia si sovrappone a quella di un’altra Eulalia, anch’essa adolescente, e anch’essa torturata a morte in Spagna durante le persecuzioni contro i cristiani scatenate da Diocleziano, tanto che la maggior parte degli studiosi è oggi propensa ad affermare che si tratti della medesima persona, la cui storia è giunta fino a noi attraverso canali differenti.

Troppi sono infatti i tratti in comune tra la vita di Eulalia di Barcellona e quella della sua omonima di Merida, a cominciare dall’anno di nascita, il 290.

Ambedue le giovinette, secondo quanto tramandato, erano cresciute in famiglie cristiane che, nell’intento di sottrarsi a quella che è passata alla storia come “la grande persecuzione”, si erano rifugiate in campagna. Tuttavia, spinte dalla loro fede, entrambe si presentarono spontaneamente davanti ai giudici per professare il loro cristianesimo, rifiutando di compiere il rituale gesto di culto verso gli dei romani ed esprimendo il loro disprezzo nei confronti dei pagani.

Furono dunque messe a morte, dopo essere state sottoposte ad atroci torture. A Eulalia di Barcellona la tradizione dice che furono amputate le mani e i seni, che venne gettata tra le fiamme (che tuttavia risparmiarono il suo corpo), rinchiusa in una botte piena di chiodi fatta poi rotolare lungo una discesa che oggi è chiamata Baixada de Santa Eulalia, crocifissa su una croce di sant’Andrea, e finalmente decapitata.

Si narra che una colomba, simbolo della sua anima, volò dal suo petto alla fine del martirio riempiendo di paura e sgomento i suoi carnefici. Questa è un’altra somiglianza con la storia di Eulalia di Merida, di cui però si tramanda che la colomba spiccò il volo dalla bocca. Altra discordanza tra le due storie, è quella della data della morte, che nel caso di Eulalia di Merida sarebbe avvenuta il 10 dicembre del 304.

Al martirio di sant’Eulalia è anche dedicata una poesia del grande poeta spagnolo Federico Garcia Lorca.

Nel gemere, la santa bambina 
Spezza il cristallo delle coppe. 
La ruota affila coltelli 
E uncini di curva acuta. 
Un flotto di vene verdi 
Sboccia dalla sua gola. 
Per terra, ormai senza guida, 
Soltanto le sue mani tagliate 
Che ancora possono incrociarsi . 
In tenue preghiera decapitata.

(fonte: http://www.ilpostalista.it/santi/eulalia.htm)