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2 giugno, Festa della Repubblica: il programma di oggi e domani

2-giugno-2014

L’Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica comunica il calendario delle celebrazioni in occasione della Festa Nazionale della Repubblica :

Domenica 1° giugno – Piazza del Quirinale, ore 15.30 – Cambio solenne della Guardia d’Onore da parte del Reggimento Corazzieri a cavallo con la Fanfara del 4° Reggimento Carabinieri a cavallo. Per ragioni di sobrietà e di massima attenzione al momento di grave difficoltà non avrà luogo il ricevimento del 1° giugno

Lunedì 2 giugno – Altare della Patria, ore 9.15 – Deposizione di una corona di alloro; Fori Imperiali, ore 10.00 – Rivista Militare;
Giardini del Quirinale, dalle ore 15.00 alle ore 19.00 – In concomitanza con l’apertura al pubblico, i complessi bandistici dell’Aeronautica Militare, della Marina Militare, della Guardia di Finanza, dell’Esercito Italiano, della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, eseguiranno brani da concerto originale per banda, arrangiamenti di brani dal repertorio classico e colonne sonore. Il 2 giugno 2014 aperti al pubblico i giardini del Quirinale

In occasione della celebrazione del LXVIII anniversario della proclamazione della Repubblica, lunedì 2 giugno 2014, alle ore 10.00, avrà luogo a Roma, in via dei Fori Imperiali, la tradizionale Rivista Militare alla presenza del Capo dello Stato, dei rappresentanti del Parlamento e del Governo, del Corpo Diplomatico e delle massime Autorità civili, religiose e militari.

La foto nel museo non è più un tabù, ma nel giusto modo!

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Nel nuovo Decreto cultura sono presenti novità per il mondo della fotografia e della tecnologia in genere. Le nuove “disposizioni urgenti” sono state firmate dal Consiglio dei Ministri lo scorso 22 maggio, e includono la possibilità di effettuare liberamente foto all’interno dei musei con qualsiasi dispositivo elettronico.

Si tratta di novità fortemente volute dai luoghi della cultura e dell’arte italiana, nel tentativo di dissipare le difficoltà dei controlli, divenute progressivamente crescenti con il diffondersi di smartphone e tablet. Le nuove direttive escludono le normative in fatto di legislazione dei beni culturali in vigore fino a ieri, fra cui il divieto di scattare foto all’interno dei luoghi dell’arte.

Le nuove regole del Decreto hanno l’obiettivo di promuovere la “libera manifestazione del pensiero o espressione creativa” o la “conoscenza del patrimonio culturale”. Gli scatti effettuati all’interno dei musei possono essere utilizzate, inoltre, per finalità di studio e per ricerca, ma in tutti i casi senza alcuno scopo di lucro.

Viene naturalmente vietato l’uso di qualsiasi tipo di flash o fonte di illuminazione artificiale durante lo scatto, così come qualsiasi strumentazione che richiede il contatto fisico con l’opera d’arte. Vietati anche l’uso di stativi e treppiedi.

Di seguito riportiamo il testo del decreto relativo alla “Semplificazione beni culturali, foto libere nei musei”:

“Sono libere, al fine dell’esecuzione dei dovuti controlli, le seguenti attività, purché attuate senza scopo di lucro, neanche indiretto, per finalità di studio, ricerca, libera manifestazione del pensiero o espressione creativa, promozione della conoscenza del patrimonio culturale:
1) la riproduzione di beni culturali attuata con modalità che non comportino alcun contatto fisico con il bene, né l’esposizione dello stesso a sorgenti luminose, né l’uso di stativi o treppiedi;
2) la divulgazione con qualsiasi mezzo delle immagini di beni culturali, legittimamente acquisite, in modo da non poter essere ulteriormente riprodotte dall’utente se non, eventualmente, a bassa risoluzione digitale.”

(Articolo ripreso da qui)

Discover Gian Lorenzo Bernini, with Bags Free

Gianlorenzo Bernini (1598–1680) was the greatest sculptor of the baroque era, a genius architect and a fine painter.

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Gian Lorenzo Bernini

Bernini’s sculptures are full of life, vitality, and movement, the subjects often caught in a moment of action, the flowing robes and drapery flapping in the wind. Bernini’s works are the epitome of the baroque’s extravagant theatricality.

With friends of 060608.it we propose a route to the discovery of this great master.

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S.Maria della Vittoria (foto Geobia)

Our journey starts out from Church of Santa Maria della Vittoria, in Via XX Settembre, at the corner with the square, Largo Santa Susanna.
The interior of this single-nave church features some of the most elaborate of all Baroque adornments, in the form of works in marble, stucco works and friezes. In the Cornaro chapel, located in the left transept, we find the most lyrical of Bernini’s sculptural groups, The Ecstasy of Saint Teresa. The work seems to be suspended in the cloudy heavens, bathed in a flood of golden light. The arrow of a smiling angel touches the Saint’s heart, causing in her abandon and ecstasy. The Cornaro chapel (1644-1652) represents one of the high points of Bernini’s career as an artist. It is noteworthy, above all, because it exemplifies his considerable skill in evoking a sense of the mysterious and spectacular in a setting of subdued light. Such works should be viewed, ideally, in the afternoon.

Via del Quirinale leads to the Church of Sant’Andrea al Quirinale (1658-1671). This elliptical church is richly adorned with polychrome marble works, gilding and stucco works. It is a true masterpiece of architectural, decorative and pictorial harmony. 

While small in scale, the interior of the church conveys a sense of grandeur, enhanced and underscored by the rich tones of the marble as viewed in the subdued light of the church’s corpus. This atmosphere of magical intensity reaches its highest point in the statue of St Andrew, who seems to be on the point of abandoning the building on his ascent to heaven.

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Fontana del Tritone, piazza Barberini (Metro A Barberini)

Our next stop is Piazza Barberini, nearby. Here we find a unique, truly spectacular work– the Fontana del Tritone (1642-1643). Here, Bernini used travertine instead of his usual marble. Four dolphins, their mouths on the level of the basin’s water, raise, with their tails, the arms of the House of Barberini. On the open valves of a large conch, a triton blows a shell-horn from which water is spurted upward.

Nearby is the Fontana delle Api, or ‘fountain of bees’, on the corner with Via Veneto. While less spectacular, this fountain, too, is delightful! The water falls into a shell-basin, while bees – a heraldic device of the Barberini family – gather to drink there.

Let us now move on to the spectacularly stage-like square, Piazza Navona. 

In the centrally positioned fountain, ‘of rivers’, the Fontana dei Fiumi (1651), we see that Bernini’s powers of imagination knew no bounds. At the heart of the work, within a generously proportioned round basin, we find a freestanding, many-grottoed rocky outcrop or crag. On it are lions and other fantastic beasts. On this outcrop, we find, seated, the personifications of rivers (the Nile, the Ganges, the Danube and Rio de la Plata), symbolising the four corners of the Earth known to the men of those times. With considerable daring, Bernini placed upon the crag an obelisk.

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Fontana dei Fiumi (o dei Quattro Fiumi), Piazza Navona, Dettaglio

We now move on to the majestic square before St Peter’s, Piazza San Pietro (1656-1667), an enormous oval space bound in by two semicircular colonnades made up of four rows of Doric columns. This work, Bernini felt, would give concrete form to the concept of the loving ‘arms’ of a Mother Church. Pilgrims, as they made their way along the narrow winding streets of the neighbourhood would then be confronted with this stunning, immense plaza, open to the skies, inspiring in them a sense not only of wonder but also of awe and subjection.

Mani libere per… il Foro di Augusto

Grazie ai nostri puntualissimi amici di 06068.it scopriamo questa interessante iniziativa alla scoperta del Foro di Augusto, a Roma. Uno spettacolo che, tutte le sere dal 22 aprile al 21 settembre 2014, permette di scoprirlo in tutti i suoi segreti ed in tutta la sua storia, che riportiamo di seguito, grazie alle informazioni di Wikipedia.

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Foro di Augusto

Ottaviano aveva promesso di erigere a Roma un tempio dedicato a Marte Ultore (ossia “Vendicatore”) in occasione della battaglia di Filippi del 42 a.C., nella quale egli stesso e Marco Antonio avevano sconfitto gli uccisori di Cesare, Bruto e Cassio, e dunque vendicato la sua morte. Il grande tempio sostituiva un’edicola provvisoria nel Campidoglio.

Dopo la sconfitta di Marco Antonio e la conquista dell’Egitto tolemaico con la battaglia di Azio (31 a.C.), il Senato conferì ad Ottaviano nel 27 a.C. i massimi poteri civili e militari, propri delle antiche magistrature repubblicane, e in seguito il titolo sacrale ed onorifico di Augustus (“venerato”). Consolidato il proprio potere, Augusto si occupò della riorganizzazione urbanistica e architettonica della capitale, che rappresentò un’importante espressione del nuovo corso politico da lui inaugurato. In questo quadro furono probabilmente avviati anche i lavori di costruzione di un nuovo complesso forense.

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Mappa del Foro di Augusto

Come lo stesso Augusto ricorda nelle Res Gestae, il nuovo complesso monumentale venne eretto ex manubiis, ossia finanziato con il bottino di guerra ottenuto con le proprie vittorie, secondo la tradizione in auge per i condottieri della tarda età repubblicana, e in solo privato, ossia su un terreno acquistato a proprie spese da privati, collocato sulle pendici del Quirinale, a ridosso del popoloso quartiere della Suburra.

Il terreno per la nuova opera pubblica venne acquistato da privati, ma poiché Augusto non volle entrare in conflitto con alcuni proprietari riluttanti a cedere la loro proprietà, il progetto venne ridimensionato, almeno rispetto al desiderio dell’imperatore, non volendo egli ricorrere alle maniere forti.

Il Foro venne inaugurato, probabilmente non ancora del tutto completato, nel 2 a.C., anno nel quale Augusto ottenne il titolo di pater patriae (“padre della patria”) e aveva indicato nel nipote Lucio Cesare il proprio successore.

La nuova piazza permise di avere nuovi spazi per i processi; ma la funzione più significativa del foro di Augusto fu quella di centro rappresentativo, destinato alla glorificazione dell’imperatore e della sua stirpe.

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Foro di Augusto

Ricapitoliamo, per scoprirlo:

TUTTE LE SERE DAL 22 APRILE AL 21 SETTEMBRE 2014
dal lunedì alla domenica ore 21.00, ore 22.00 e ore 23.00
durata 40 minuti –  max 200 persone

Lo spettacolo del 25 maggio alle 21.00 è riservato alle bambine e ai bambini
in occasione della manifestazione Una città a misura di bambine e di bambini

Ingresso gratuito consentito a 2 adulti ogni bambino (età dei bambini: dai 3 ai 12 anni)
L’ingresso è consentito agli adulti solo se accompagnati da bambini
Prenotazione obbligatoria: 060608 (tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00)

Qui il sito ufficiale dedicato al Viaggio del Foro di Augusto

Ovviamente le valigie e le borse potete lasciarle da noi!!! Manco a dirlo…

Per chi vuole approfondire. 

Con Bags Free scopri il Barocco Leccese

Il nostro servizio Bags Free, grazie al franchising oltre che a Roma, come sapete, è attivo anche in Puglia, per ora nelle città di Brindisi e Lecce.

Oggi vediamo qualcosa su questa seconda città, che potremmo scherzosamente definire la capitale del Salento, ma che a buon diritto può essere definita come una delle capitali del Barocco italiano. Tanto che la forma che questo stile artistico prese qui fu così particolare che nei libri d’arte si parla di Barocco leccese.

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Piazza del Duomo a Lecce

Un Barocco immaginifico, che voleva stimolare la fantasia dell’osservatore, voleva sorprendere ed ha, e perciò risulta caro a noi operatori della light holiday, una caratteristica di artistica leggerezza.

Sia nel tipo delle decorazioni (moltissimi motivi floreali che arricchiscono e completano figure, animali mitologici, fregi e stemmi) sia nella pietra locale che veniva impiegata, la cosiddetta pietra leccese, un calcare tenero e compatto dai toni caldi e dorati adatto alla lavorazione con lo scalpellino.

Grazie all’amore per questa nuova forma d’arte del vescovo Luigi Pappacoda molte chiese di costruzione medievale furono “rinnovate”, mediante abbellimenti con stucchi, marmi e decorazioni varie, che fecero loro assumere l’aspetto di chiese barocche.

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Dettaglio del rosone della Chiesa di Santa Croce

Le opere più importanti del Barocco, a Lecce, sono la basilica di Santa Croce (1548-1646) e il vicino Palazzo del Governo, del Seicento; la scenografica piazza del Duomo su cui si affacciano il Duomo (1659-1670) e il Seminario (1694-1709), nel cui cortile è conservato un pozzo dalla ricca ornamentazione scultorea, opera di Giuseppe Cino e le chiese di Santa Irene, Santa Chiara, San Matteo, del Carmine e di San Giovanni Battista. Altri monumenti barocchi della città sono la chiesa del Gesù, la chiesa delle Alcantarine e Palazzo Marrese.

Vi invitiamo quindi a visitare Lecce, usufruendo del nostro servizio Bags Free grazie ai nostri operatori in zona.

Mani libere per… Palazzo Farnese a Roma

Come primo consiglio per i viaggiatori nella nostra bella città, vi invitiamo oggi, dopo aver lasciato a noi di Bags-Free i vostri bagagli!, a visitare il bellissimo Palazzo Farnese,

Arrivarci non è difficile; partendo dal nostro deposito alla Stazione Termini si prende a Piazza dei Cinquecento il bus della linea 64 e si scende alla fermata Corso Vittorio Emanuele/Navona. Scesi dal bus si traversa la strada, si torna indietro fino a Piazza della Cancelleria. Si percorre tutta questa ed il successivo Vicolo del Gallo e si arriva nella magnifica Piazza Farnese, cuore del rione Regola, caratterizzata da due magnifiche fontane  realizzate con vasche di granito egiziano (a questo link trovate una immagine panoramica della piazza realizzata da Classe75).

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Una bella immagine di una delle due fontane che adornano la piazza

In piazza Farnese confluiscono ben 8 tra vie e vicoli, di cui la più importante è via di Monserrato. Gli edifici più rilevanti che vi affacciano, oltre ovviamente a Palazzo Farnese, sono la chiesa e il convento di santa Brigida, il palazzo del Gallo di Roccagiovane (di fronte a palazzo Farnese, tra vicolo dei Baullari e via della Corda) e palazzo Mandosi Mignanelli (sulla destra, in angolo con vicolo dei Venti). Altri edifici sono ricostruzioni ottocentesche di immobili più antichi.

 

Palazzo Farnese, che domina la piazza, di proprietà dello Stato Italiano, è concesso dal 1936 al governo francese, che ha lì la sede della propria ambasciata in Italia.

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(da Wikipedia)

Esempio della corrente sintetista sangallesca nell’architettura rinascimentale cinquecentesca,  ha una facciata, in mattoni con cantonale in travertino, articolata su tre piani. Le 13 finestre di ciascun piano presentano differenti decorazioni, e quelle del piano nobile sono coronate da frontoncini alternativamente curvilinei e triangolari.
I restauri condotti nel 2000 hanno evidenziato una decorazione ottenuta con l’uso di mattoni albasi (poco cotti, di colore giallo e particolarmente porosi) e ferraioli (molto cotti, di colore rosso e molto resistenti) in alcune parti della facciata e, in alcuni casi, anche con scialbature di colore. Tali decorazioni tuttavia seguono logiche diverse nella parte destra e in quella sinistra della facciata. Quest’ultima presenta una decorazione geometricamente definita a losanghe, Inoltre nei timpani delle finestre del piano nobile sono presenti degli intarsi floreali, sempre realizzati con mattoni bicromi. Tali mattoni bicromi sono utilizzati anche per l’ammorsatura delle finestre, che presenta una caratteristica apparecchiatura dentellata, presumibilmente per motivi strutturali. Queste decorazioni hanno lasciato supporre nel corso degli anni che la facciata in cortina splendidamente apparecchiata, tagliata e arrotata in opera, fosse fatta per essere lasciata a vista.
La parte destra della facciata è molto meno curata, le losanghe ben definite sono poche e buona parte dei ferraioli sono posti alla rinfusa nella parte alta del piano nobile, nei pressi del cantonale. Questa difformità sulla facciata di quello che è presumibilmente il palazzo gentilizio più importante della Roma rinascimentale ha invece suffragato l’ipotesi che la cortina andasse rivestita e che l’apparecchiatura perfettamente liscia e quasi monolitica avesse lo scopo di minimizzare lo spessore dell’intonaco in stucco di travertino, riducendolo a due o tre mani di scialbo in latte di calce. Quest’ipotesi è suffragata dal ritrovamento di tracce di scialbatura su altre importanti architetture dell’epoca, come ad esempio il Palazzo dei Conservatori di Michelangelo nel complesso del Campidoglio.
Si passa all’interno tramite un vestibolo a tre navate coperte da volta a botte e separate da colonne di ordine dorico in granito rosso.
La decorazione interna è particolarmente raffinata. La “Camera del Cardinale” era stata affrescata già nel 1547 da Daniele da Volterra (fregio superiore), mentre la “sala dei Fasti Farnesiani” fu dipinta da Francesco Salviati tra il 1552 ed il 1556 e completata da Taddeo Zuccari a partire dal 1563. Ad Annibale Carracci si devono gli affreschi nel “Camerino”, realizzati nel 1595 e nella “Galleria” (20 m di lunghezza e 6 m di larghezza), con stucchi e dipinti mitologici realizzati insieme al fratello Agostino, tra il 1597 e il 1605: al centro della volta campeggia Il trionfo di Bacco e Arianna.
Nella sala di Ercole era conservata la statua dell’Ercole Farnese, attualmente al Museo Archeologico Nazionale di Napoli insieme a numerose altre sculture della collezione Farnese. Vi erano inoltre conservate le statue della Pietà e dell’Abbondanza, opera di Giacomo della Porta e destinate inizialmente alla tomba di Paolo III.

Per conoscere tempi e modalità di visita: la pagina dello 060608.it su Palazzo Farnese

Cos’è lo 060608? Se non lo sai scoprilo qui!

 

Perchè un Bags-Free Blog?…

…non bastava il sito?

Potrebbe essere la legittima domanda di qualcuno. Oltretutto il nostro sito, realizzato da Francesca di Posizioniamoci è fatto anche molto bene, contiene tutto quanto serve ai viaggiatori, ai turisti, agli utenti di ogni giorno per usufruire nel modo migliore dei nostri servizi.

Trovate lì, nel modo che ci pare il più completo possibile (ci pare!, migliorarsi è sempre possibile!) tutto quanto riguarda costi, indirizzi, contatti, una sezione con le faq, le domande che più spesso ci vengono poste a riguardo  addirittura esposte in formato video!

Allora perchè il blog?

In primo luogo proprio per la ‘perfettibilità’ di ogni cosa di cui parlavamo prima. Perchè da sempre abbiamo la massima attenzione per quanto ci chiedono i nostri clienti, per quanto osservano, per quanto secondo loro è migliorabile. Non ‘nasciamo imparati‘ come si dice a Roma, la prima e la più cara delle nostre sedi, e con questo blog vogliamo imparare da voi.

Vogliamo imparare da voi come possiamo servire meglio la serenità e la comodità delle vostre vacanze nelle città della nostra bella Italia, a Roma, Lecce, Brindisi (dove ad oggi è attivo il servizio) ed in tutte le altre principali città d’Italia, soprattutto le città d’arte. E qui si arriva al secondo motivo per cui apriamo questo blog.

Il secondo motivo è che siamo alla ricerca di chi, come noi, abbia il coraggio imprenditoriale di aprire un servizio Bags Free nella propria città, con la modalità del franchising, facilitato al massimo dall’uso del nostro marchio ma soprattutto della nostra esperienza nel mondo dei trasporto e del deposito dei bagagli.

franchising-ita

C’è poi anche un terzo motivo, che li contiene tutti, ed è quello che attraverso questo blog vogliamo condividere! Condividere le vostre e le nostre esperienze nel mondo dei viaggi, del trasporto e deposito bagagli, ma anche semplici riflessioni su cosa significa viaggiare, vedere città e luoghi diversi, essere ospitati in questo o quel modo e tutto ciò che pian piano ci verrà in mente, anche e soprattutto attraverso le interazioni con quelli che speriamo saranno i tanti lettori di questo blog, che rappresenterà un ponte tra tutti i nostri modi di presenza sui social network (li trovate facilmente anche attraverso la pagina dedicata).

Allora via, mettiamoci in cammino assieme!

sentieri