Archivi autore: Luca Zacchi

Bags Free sulla Francigena – 1. Storia e Mappa

Un famosissimo proverbio dice che “tutte le strade portano a Roma”. Questo proverbio deriva dall’intensissima attività dei Romani volta a migliorare le vie di comunicazioni della Repubblica prima, dell’Impero poi. Tuttora, nel 2014!, le principali vie consolari (non a caso questo nome…) di accesso alla Città Eterna ricalcano i passi delle originali strade antiche. Si pensi all’Appia, alla Salaria, alla Flaminia, alla Cassia.

La Salaria permette di arrivare a Roma dalle saline dell’Adriatico (fondamentale avere l’accesso al sale per la conservazione dei cibi, in assenza del frigorifero!), passando per la zona del Reatino, la Cassia e la Flaminia consentono l’accesso a Roma da Nord, dalla Maremma Toscana e dal Viterbese.

Cassia e Flaminia sono le principali direttrici di accesso a Roma per i pellegrini che percorrono il famosissimo cammino della via Francigena.

Alberto Conte, sul sito ufficiale dedicato all’antichissimo itinerario, ne racconta magistralmente la storia:

Indicazione della Via Francigena

Indicazione della Via Francigena

Nell’Alto Medioevo, attorno al VII secolo, i Longobardi contendevano il territorio italiano ai Bizantini. L’esigenza strategica di collegare il Regno di Pavia e i ducati meridionali tramite una via sufficientemente sicura portò alla scelta di un itinerario sino ad allora considerato minore, che valicava l’Appennino in corrispondenza dell’attuale Passo della Cisa, e dopo la Valle del Magra si allontanava dalla costa in direzione di Lucca. Da qui, per non avvicinarsi troppo alle zone in mano bizantina, il percorso proseguiva per la Valle dell’Elsa per arrivare a Siena, e quindi attraverso le valli d ‘Arbia e d’Orcia, raggiungere la Val di Paglia e il territorio laziale, dove il tracciato si immetteva nell’antica Via Cassia che conduceva a Roma.Il percorso, che prese il nome di “Via di Monte Bardone”, dall’antico nome del Passo della Cisa, Mons Langobardorum, non era una vera e propria strada nel senso romano né tanto meno nel senso moderno del termine. Infatti, dopo la caduta dell’ impero, le antiche tratte consolari caddero in disuso, e tranne pochi fortunati casi finirono in rovina, “rupte”, tant’è che risale a quell’epoca l’uso della parola “rotta”per definire la direzione da prendere.

Duomo di Fidenza; pellegrini sulla Frnancigena

Duomo di Fidenza; pellegrini sulla Frnancigena

L’area di strada
I selciati romani lasciarono gradualmente il posto a fasci di sentieri, tracce, piste battute dal passaggio dei viandanti, che in genere si allargavano sul territorio per convergere in corrispondenza delle mansioni (centri abitati od ospitali dove si trovava alloggio per la notte), o presso alcuni passaggi obbligati come valichi o guadi. Più che di strade si trattava, quindi, di “aree di strada”, il cui percorso variava per cause naturali (straripamenti, frane), per modifiche dei confini dei territori attraversati e la conseguente richiesta di gabelle, per la presenza di briganti. Il fondo veniva lastricato solo in corrispondenza degli attraversamenti dei centri abitati, mentre nei tratti di collegamento prevaleva la terra battuta.
Appare, quindi, chiaro che la ricostruzione del “vero” tracciato della Via Francigena sarebbe oggi un’impresa impossibile, poiché questo non è mai esistito: ha invece senso ritrovare le principali mansioni e i principali luoghi toccati dai viandanti lungo la Via.

Nasce la Via Francigena
Quando la dominazione Longobarda lasciò il posto a quella dei Franchi, anche la Via di Monte Bardone cambiò il nome in Via Francigena, ovvero “strada originata dalla Francia”, nome quest’ultimo che oltre all’attuale territorio francese comprendeva la Valle del Reno e i Paesi Bassi.
In quel periodo crebbe anche il traffico lungo la Via che si affermò come il principale asse di collegamento tra nord e sud dell’Europa, lungo il quale transitavano mercanti, eserciti, pellegrini.


Il pellegrinaggio nel tempo

Tra la fine del primo millennio e l’inizio del secondo, la pratica del pellegrinaggio assunse un’importanza crescente.I luoghi santi della Cristianità erano Gerusalemme, Santiago de Compostella e Roma, e la Via Francigena rappresentò lo snodo centrale delle grandi vie della fede. Infatti, i pellegrini provenienti dal nord percorrevano la Via per dirigersi a Roma, ed eventualmente proseguire lungo la Via Appia verso i porti pugliesi, dove s’imbarcavano verso la Terrasanta. Viceversa i pellegrini italiani diretti a Santiago la percorrevano verso nord, per arrivare a Luni, dove s’imbarcavano verso i porti francesi, o per proseguire verso il Moncenisio e quindi immettersi sulla Via Tolosana, che conduceva verso la Spagna. Il pellegrinaggio divenne presto un fenomeno di massa, e ciò esaltò il ruolo della Via Francigena che divenne un canale di comunicazione determinante per la realizzazione dell’unità culturale che caratterizzò l’Europa nel Medioevo. 

Le fonti itinerarie
È soprattutto grazie ai diari di viaggio, e in particolare agli appunti di un illustre pellegrino, Sigerico, che possiamo ricostruire l’antico percorso della Francigena. Nel 990, dopo essere stato ordinato Arcivescovo di Canterbury da Papa Giovanni XV, l’Abate tornò a casa annotando su due pagine manoscritte le 80 mansioni in cui si fermò a pernottare. Il diario di Sigerico viene tuttora considerato la fonte itineraria più autorevole, tanto che spesso si parla di “Via Francigena secondo l’itinerario di Sigerico” per definire la versione più “filologica” del percorso.

sigerico
 
Crescita e decadenza della Via Francigena
L’uso crescente della Francigena come via di commercio portò a un eccezionale sviluppo di molti centri lungo il percorso. 
La Via divenne strategica per trasportare verso i mercati del nord Europa le merci provenienti dall’oriente (seta, spezie) e scambiarli, in genere nelle fiere della Champagne, con i panni di Fiandra e di Brabante. Nel XIII secolo i traffici commerciali crebbero a tal punto che si svilupparono numerosi tracciati alternativi alla Via Francigena che, quindi, perse la sua caratteristica di unicità e si frazionò in numerosi itinerari di collegamento tra il nord e Roma.
Tanto che il nome cambiò in Romea, non essendo più unica l’origine, ma la destinazione. Inoltre la crescente importanza di Firenze e dei centri della Valle dell’Arno spostò a Oriente i percorsi, fino a quando la direttrice Bologna-Firenze relegò il Passo della Cisa a una funzione puramente locale, decretando la fine dell’antico percorso.

(link diretto: http://www.viefrancigene.org/it/Itinerario/Storia/)

Cartina della Via Francigena

Cartina della Via Francigena

La cartina è ripresa dal sito internazionale della Francigena.

Visita con noi la Galleria Nazionale di Arte Antica

A Roma, nel magnifico Palazzo Barberini. Da poco seguono il profilo Bags Free sul nostro account Twitter. Presentare la loro collezione di Arte Antica è per noi un piacere.
Il piacere di contraccambiare un’amicizia, seppure virtuale, appena ricevuta e, come sempre, il piacere di fare un servizio ai nostri clienti del servzio Bags Free!

Qui orari e modalità di visita

Palazzo Barberini

Palazzo Barberini

La Galleria Nazionale d’Arte Antica nasce ufficialmente nel 1893, dopo che alla collezione donata allo Stato dieci anni prima dal principe Corsini, si era aggiunta nel 1892 la Collezione Torlonia e negli anni successivi le collezioni Chigi, Hertz, Monte di Pietà ed altre. La sede di palazzo Corsini risultò presto inadeguata ad ospitare la Galleria Nazionale, in particolar modo quando cominciarono ad affluire sempre più numerose le donazioni e gli acquisti statali. Il Palazzo Barberini, privo delle collezioni fidecommissarie dei principi Barberini per vicende di divisioni familiari e per la malaugurata legge del 1934 che ne permise la dispersione, fu acquistato dallo Stato nel 1949, e destinato ad essere la  nuova sede della Galleria Nazionale d’Arte Antica. Nel 1984 la collezione Corsini  fu ripristinata nella sua sede storica, mentre le opere pervenute con successive donazioni o acquisti (Chigi, Torlonia, Hertz), sono state riordinate nel Palazzo Barberini.

La collezione è ricca di capolavori in particolare dei secoli XVI e XVII. La raccolta comprende dipinti dal secolo XII, come l’immagine della Vergine e Cristo proveniente da Santa Maria in Campo Marzio, prosegue con alcune croci del XIII secolo, e dipinti di scuola giottesca. Tra le opere del secolo XV, spicca il meraviglioso dipinto di Filippo Lippi, la Madonna in trono con Bambino datato 1437, proveniente da Corneto Tarquinia; è inoltre rappresentato un panorama dell’arte laziale dello stesso periodo.
Più consistente il nucleo dei dipinti del XVI secolo, fra i quali  la Fornarina, il celeberrimo ritratto che Raffaello fece dell’amata e  opere di Andrea del Sarto, Beccafumi, Sodoma, Bronzino, Lotto, Tintoretto, Tiziano, El Greco, per arrivare alla fine del ‘500 con la splendida Giuditta che taglia la testa ad Oloferne di Caravaggio.
Il Seicento è rappresentato da opere di Reni, Domenichino, Guercino, Lanfranco, Bernini, Poussin, Pietro da Cortona e Gaulli. La sezione delle opere del XVII secolo si accorda perfettamente con la decorazione e l’architettura del palazzo, offrendo una testimonianza ricchissima per completezza e omogeneità di uno dei periodi più fecondi della cultura e dell’arte. 
La pittura del tardo Seicento e del Settecento con opere, tra gli altri, di Mattia Preti, Canaletto, Batoni, Pannini, la Collezione Lemme e un raro nucleo di dipinti francesi dello stesso periodo, provenienti dalla collezione del duca di Cervinara, è  esposta nelle nuove sale del secondo piano del palazzo.

– See more at: http://galleriabarberini.beniculturali.it/index.php?it/4/storia-del-museo#sthash.YkJELTev.dpuf

Giuditta e Oloferne-di Caravaggio

Giuditta e Oloferne-di Caravaggio

Caravaggio (Michelangelo Merisi)
(Milano 1571 – Porto Ercole 1610)
Giuditta e Oloferne
1599 ca.
Tela, cm 145×195
Inv. 2533
Provenienza: collezione Coppi; acquisto dello Stato 1971

A lungo ritenuto perduto e riscoperto da Cellini solo nel 1950, il dipinto si colloca nel momento cruciale della produzione di Caravaggio in cui si compie il passaggio dalle chiare tonalità della pittura giovanile agli accesi contrasti chiaroscurali della maturità. Il soggetto, la decapitazione del generale assiro Oloferne da parte dell’inerme vedova ebrea Giuditta, rappresenterebbe la vittoria sul vizio e sull’eresia, in linea con le dottrine diffuse dal cardinale Carlo Borromeo, cui Caravaggio si dimostra ideologicamente vicino. Il testo biblico viene fedelmente rappresentato dal pittore, eccezion fatta per la schiava Abra: questa infatti, rappresentata non giovane ma vecchia e ripugnante, anziché attendere fuori dalla tenda, partecipa compiaciuta all’esecuzione. Caravaggio la aggiunge alla scena a significare l’umanità corrotta dal peccato verso cui si indirizza il gesto salvifico di Giuditta, che prefigura la venuta di Cristo. Alla bellezza della giovane vedova, appena corrucciata, si contrappongono l’urlo strozzato e gli occhi rovesciati di Oloferne, colto da sorpresa e terrore, nel momento del trapasso dalla vita alla morte.

 

Bags Free: Visit the English Cemetery

Rome’s Non-Catholic Cemetery contains possibly the highest density of famous and important graves anywhere in the world. It is the final resting-place of the poets Shelley and Keats, of many painters, sculptors and authors, a number of scholars, several diplomats, Goethe’s only son, and Antonio Gramsci, a founding father of European Communism, to name only a few. 

cimiteroinglese1

The Non-Catholic Cemetery for Foreigners in Testaccio, Rome (to give it its full name) is also widely known as the Protestant Cemetery although it contains the graves of many Orthodox Christians, Jews, Muslims and other non-Christians. It is one of the oldest burial grounds in continuous use in Europe, having started to be used around 1716. It was also referred to in the past as ‘The English Cemetery’ because of the many English people buried there.

The Cemetery population is both exceptionally diverse and exceptionally rich in writers, painters, sculptors, historians, archaeologists, diplomats, scientists, architects and poets, many of international eminence. In addition to the significant number of Protestant and eastern Orthodox graves, other faiths that are represented include Islam, Zoroastrianism, Buddhism and Confucianism. Tomb inscriptions are in more than fifteen languages – Lithuanian, Bulgarian, Church-Slavonic, Japanese, Russian, Greek and Avestic, often engraved in their own non-Roman scripts.

cimiteroinglese2

It is hard to think of another urban site quite so glorious. Its towering cypress trees and abundant flowers and greenery shelter a heterogeneity of elaborate and eclectic graves and monuments, nestled on a slope in the shadows of the Pyramid of Cestius (dated between 18 and 12 B.C.) and adjacent to a section of Rome’s ancient Aurelian wall.

“It might make one in love with death, to think that one should be buried in so sweet a place,” wrote Shelley, not long before he drowned and was buried here.

Throughout the 19th century and into the 20th, the little Cemetery was something of a pilgrimage site, revered by authors. Daisy Miller, the heroine of Henry James’s eponymous novella, was buried there. After an audience with Pope Pius IX in 1877, Oscar Wilde visited the Cemetery, proclaiming it “the holiest place in Rome.”

cimiteroinglese3

Info for visitors

Non c’è al mondo altro cimitero che ispiri un tal senso di pace infinita, di speranza e di fede. Nella pace solenne dormono insieme l’ultimo sonno uomini di ogni razza e paese, d’ogni lingua ed età. Quanti però qui riposano all’ombra della Piramide di Caio Cestio, fra pini cipressi, mirti e allori, rose selvatiche e fiammeggianti camelie, hanno tutti potuto godere la felicità di vivere più o meno a lungo nella Città eterna.

E’ uno dei luoghi di sepoltura tutt’ora in uso più antichi in Europa, in quanto l’inizio del suo utilizzo risale al 1716 circa. Da allora quasi 4000 sono le persone che dormono qui l’ultimo sonno: inglesi e tedeschi i più, ma anche molti americani e scandinavi, russi, greci; persino qualche cinese e rappresentante di altri paesi orientali.

La popolazione del Cimitero è eccezionalmente varia, ma anche eccezionalmente ricca di scrittori, pittori, scultori, storici, archeologi, diplomatici, scienziati, architetti e poeti, e tra loro, molti di fama internazionale. Oltre al significativo numero di tombe protestanti e ortodosse orientali, vi si possono trovare tombe appartenenti ad altre religioni quali l’Islam, lo Zoroastrismo, il Buddismo e il Confucianesimo. Le iscrizioni sono in più di quindici diverse lingue – lituano, bulgaro, ceco-slavo, giapponese, russo, greco e avestico, e spesso incise con i tratti della propria scrittura.

Molti sono gli artisti che qui riposano: notissimi i nomi di Keats e Shelley, le cui tombe sono mèta di pellegrinaggio per tanti inglesi.

(foto e testi sono di proprietà del sito http://www.cemeteryrome.it/. Invitiamo chi può a sostenerlo con una donazione tramite Paypal, raggiungibile dal sito stesso).

Bags Free, un servizio Mundial!!!!

Ai nostri amici spagnoli ieri è andata maluccio… ma vedrete che si riscatteranno! Oggi tocca a quelli del colore preferito di chi scrive, ai celesti dell’Uruguay ed agli azzurri d’Italia, impegnati rispettivamente contro il Costarica e contro l’ostica inghilterra.

Immagine

Vi facciamo una proposta: venite da noi, lasciate le vostre valigie in deposito a via di Castro Pretorio 32, e godetevi le vostre partite in compagnia, dovunque vogliate!

italia

Eccovi tutte le informazioni:

Dalle ore 14 di sabato 14 Giugno alle ore 6 di lunedì 16 giugno, in occasioni deiMondiali di Calcio, in piazza Madonna di Loreto verrà posizionato un maxischermo per la visione della partita di calcio Italia – Inghilterra, pertanto verrà chiusa al traffico via dei Fori Imperiali nel tratto compreso tra largo Corrado Ricci e piazza Madonna di Loreto. 

Deviate le linee 53-80-85-87-186-271 e 810

ALTRI LUOGHI DOVE VEDERE LA PARTITA

Big Star Pub
Via Goffredo Mameli, 25
www.facebook.com/bigstar.roma

Roma Vintage
Via Casilina, 708
www.facebook.com/romavintage

Animal 21
Via di Portonaccio, 21
www.facebook.com/AnimalGarden21

Circolo degli Artisti
Via Casilina Vecchia, 42
www.ilcircolodegliartisti.it

Eutropia c/o Città dell’Altra Economia
Largo Dino Frisullo
www.eutropiafestival.it

Draft
Viale Ippocrate, 64
www.facebook.com/draftbarroma

Ma Che Ce Siete Venuti a Fa’
Via Benedetta, 25
www.football-pub.com

Feria c/o Lanificio
Via di Pietralata, 159
www.lanificio.com

Arena Estiva del Cinema America
Piazza San Cosimato
www.americaoccupato.org

Cinema America
Via Natale del Grande, 6
www.americaoccupato.org

Metropolis c/o Festa de l’Unità (Villa Osio)
Viale di Porta Ardeatina, 55
www.circoloartisti.it

Bangla di Via del Pigneto
Via del Pigneto, 85

Per la lista completa, cliccate qui
http://roma.zero.eu/2014/06/14/campionato-mondiale-di-calcio-2014-dove-vedere-le-partite-a-roma-6/

Bags Free vi propone… Festival Vegano a Roma

Non è, come potrebbe sembrare ad alcuni, l’invasione di antipatici marzianetti tipo quelli di Jeeg Robot d’acciaio (ricordate? La regina HImika!)

Regina_Himica

Dice la loro presentazione che con quest’evento si vuole portare nella città eterna una testimonianza concreta della cultura vegana ed antispecista, un’ideologia proiettata verso un mondo libero da ogni sfruttamento, discriminazione ed uccisione di esseri viventi, senza alcuna distinzione di specie.

Un’occasione speciale d’incontro e di condivisione per tutti, non solamente per chi ha già abbracciato questa filosofia di vita fondata su un’alimentazione priva di animali e derivati dal loro sfruttamento, in una continua ricerca di armonia ed equilibrio con tutte le altre forme di vita presenti sul nostro pianeta.

Perché il veganismo non è una rinuncia bensì una conquista, una scelta consapevole, un arricchimento della propria dieta alimentare, con benefici per la salute ma, soprattutto, è il raggiungimento di una più ampia visione della vita, degli orizzonti di percezione e considerazione del mondo, con tutti i suoi abitanti.

Il VEGinROME sarà quindi anche un’occasione per tutti coloro che vogliono conoscere gli aspetti di una nuova cultura che si sta diffondendo nella nostra società, apprezzandone le varietà culinarie nei diversi punti ristoro, tra stand informativi, vendita di prodotti cruelty-free, corsi, mostre, conferenze, dibattiti, intrattenimenti (anche per i piccini) ed ottima musica dal vivo.

Lasciateci le valigie, e godetevi il festival!!! Il sito dell’evento è http://veginrome.org/index.html

KEEP_20CALM_20AND_20VEGINROME_20last0

Programma (in continuo aggiornamento)

Venerdì 13 giugno
Concerto spettacolo di apertura The Reggae Circus di Adriano Bono

Sabato 14 giugno
Lezione gratuita di Pilates adulti
 – ore 10.00 tenuta da Paola Tenaglia
Conferenza Essere Animali – ore 11.00
Fabbriche di uova
Conferenza  Dott. Paolo Bianchini – ore 12.00
Celiachia e nutrizione vegan
Conferenza Dott.ssa in psicologia Annamaria Manzoni – ore 14.30
Sulla cattiva strada. Il legame tra la violenza sugli animali e quella sugli umani
Corso di Cucina etica – a cura del Team VEGOLUTION – ore 15.30 /17.30
Soluzioni Veg per una Rivoluzione Veg
L’evoluzione della cucina tradizionale nel rispetto dell’etica, dell’ambiente e della salute
Conferenza di Emilio Maggio co-autore con il Prof. Massimo Filippi – ore 17.45
Penne e pellicole. Gli animali, la letteratura e il cinema
Conferenza Dott. in filosofia Leonardo Caffo – ore 18.30
Margini dell’ecologia
Conferenza Animal Equality -ore 19.30
Investigare per liberare
Film-Documentario Earthlings  – proiezione – ore 20.15
Un potente filmato sull’assoluta dipendenza dell’umanità dagli animali (usati come compagnia, come cibo, come vestiario, per divertimento e per la ricerca scientifica).
Il film è narrato dall’attore vegan Joaquin Phoenix, nominato dall’Academy Award (GLADIATOR) e la colonna sonora è di Moby, artista vegan acclamato dalla critica.

Serata live: Innuendo, Roberta Orrù, Anna Mancini ed altri ospiti

Domenica 15 giugno 2014
Lezione gratuita di Yoga adulti
 – ore 10.00 tenuta dal Centro Yoga Jap
Conferenza Gateway To Hell – ore 10.30
La campagna internazionale contro le compagnie aeree che trasportano animali verso i laboratori di vivisezione.
Conferenza Hunt Saboteurs  U.K. –  ore 11.00
La campagna inglese contro la caccia
Conferenza – Dott.ssa in psicologia  Antonella Sagone –  ore 11.30
Cucina etica per mamma e bambino
Conferenza a cura di Massimo Leopardi, direttore di Veggie Channel e Dott. Michele Riefoli – ore 12.30
La Sfida, dieta vegana e sport agonistico
Conferenza Ippoasi – ore 14.30
Conferenza Essere Animali – ore 15.30
Morire per una pelliccia
Conferenza a cura di Massimo Leopardi e Roberto Pagliarini – VeggieChannel.com – ore 16.30 Tecniche pubblicitarie nell’attivismo
Conferenza Prof.  Marco Maurizi – ore 17.30
La libertà anche dell’altro. Introduzione all’antispecismo
Conferenza dell’autore Filippo Schillaci – ore 18.00
Un pianeta a tavola

Performance teatrale di Federica Colucci – ore 18.45
Naso schiacciato

Chiusura e saluti

Bags Free vi consiglia TOK Italia!

Oggi iniziano i Mondiali di calcio, di scena Brasile e Croazia.

logo

 

Bags Free vi consiglia l’App di TOK.TV  chiamata Tok Italia (ma ci sono anche le Apps per le altre squadre) per seguire incontri e partite durante il vostro viaggio, le vostre passeggiate, ecc… tutto rigorosamente Light Holiday! Perchè i vostri bagagli li abbiamo noi in custodia…

TOK Italia - Social Selfie

Con la nostra TOK Italia – disponibile su App Store e Google Play – avrete “una sorta di ‘Bar dello Sport’ digitale a portata di smartphone, capace di connettere persone distanti nel mondo, ma legate da una passione smisurata per i colori della propria nazionale fanno di queste applicazioni le compagne ideali per le prossime notti magiche verdeoro”.

https://apps.facebook.com/tokitalia/

Se volete approndire, leggete la recensione di SportSays!

Il Teatro di Marcello, un Tempio in musica

The Theatre of Marcellus (Latin: Theatrum Marcelli, Italian: Teatro di Marcello) is an ancient open-air theatre in Rome, Italy, built in the closing years of the Roman Republic. At the theatre, locals and visitors alike were able to watch performances of drama and song. Today its ancient edifice in the rione of Sant’Angelo, Rome, once again provides one of the city’s many popular spectacles or tourist sites.

It was named after Marcus Marcellus, Emperor Augustus’s nephew, who died five years before its completion. Space for the theatre was cleared by Julius Caesar, who was murdered before it could be begun; the theatre was so far advanced by 17 BC that part of the celebration of the ludi saeculares took place within the theatre; it was completed in 13 BC and formally inaugurated in 12 BC by Augustus.

The theatre was 111 m in diameter and was the largest and most important theatre in Ancient Rome; it could originally hold between 11,000 and 20,000 spectators. It was an impressive example of what was to become one of the most pervasive urban architectural forms of the Roman world. The theatre was built mainly of tuff, and concrete faced with stones in the pattern known as opus reticulatum, completely sheathed in white travertine. The network of arches, corridors, tunnels and ramps that gave access to the interiors of such Roman theaters were normally ornamented with a screen of engaged columns in Greek orders: Doric at the base, Ionic in the middle. It is believed that Corinthian columns were used for the upper level but this is uncertain as the theater was reconstructed in the Middle Ages, removing the top tier of seating and the columns.

Like other Roman theaters in suitable locations, it had openings through which the natural setting could be seen, in this case the Tiber Island to the southwest. The permanent setting, the scaena, also rose to the top of the cavea as in other Roman theaters.

Veduta del Teatro di Marcello

Veduta del Teatro di Marcello

Sembra una copia in piccolo del Colosseo che a differenza del Teatro di Marcello fu costruito, però, ben 83 anni dopo. A guardarlo bene non si può non vedere le differenze, quella più evidente è senza dubbio la struttura, il Teatro Marcello ha una struttura semicircolare mentre quella del Colosseo è tonda (anfiteatro).

Teatro di Marcello, veduta d'assieme

Teatro di Marcello, veduta d’assieme

Il Teatro Marcello è forse il più antico teatro giunto fino a noi. La sua costruzione fu iniziata da Cesare ma terminata da Augusto nell’11a.C. dedicandolo al suo defunto nipote Marcello.

Mappa della Roma Antica con indicato in rosso il Teatro di Marcello

Mappa della Roma Antica con indicato in rosso il Teatro di Marcello

In estate si anima con la manifestazione musicale “I concerti del tempietto” all’interno della quale vengono presentati al pubblico italiano e straniero migliaia di artisti di massimo livello provenienti da Accademie, Scuole Superiori di Musica e Istituti di Cultura.

I Concerti del Tempietto

I Concerti del Tempietto

Il programma di quest’anno (si va avanti fino al 5 ottobre 2014) è disponibile sul sito dei nostri amici del portale 060608.it.

Con Bags Free a San Bartolomeo all’Isola

San Bartolomeo all'Isola - Facciata

San Bartolomeo all’Isola – Facciata

The century-old history of the Basilica of St. Bartholomew begins on the Tiber Island, one of the first inhabited areas of the ancient city of Rome. At the time of the Roman Empire, an ancient temple dedicated to the god Aesculapius was built in the area where the Basilica now stands, and people from all over the city came to ask for healing from their ailments. 

In year 997, the German Emperor Otto III decided to honour two important saints: Bartholomew the Apostle, and Adalbert, a well-known martyr killed while he was in mission preaching the Gospel in Poland. The Basilica was built to keep the bodies of these two martyrs. 
Throughout the centuries, the Basilica gathered several noteworthy works of sacred art within its walls. We will mention only a few of them: the stone well-head dating back to the 10th century, standing on top of a spring that was considered miraculous, with carved images of the Risen Christ, Saint Bartholomew, Saint Adalbert, and Emperor Otto III; the cycle of frescos of Antonio Carracci and Giovan Battista Mercati; the high altar made from a porphyry fountain basin dating back to the Roman Empire; the medieval crypt with the Ottonian columns and capitals; the mosaic of the XIII century depicting a Blessing Christ on the ancient façade of the Basilica.
The Basilica of St. Bartholomew is now a place of living prayer and dialogue. In 1993 it was entrusted to the care of the Community of Sant’Egidio: university and high school students of the Community now gather in the basilica for liturgy and prayer, using the surrounding halls and rooms for their activities in favour of the poor. 
The Community is well-known for its commitment to ecumenism, and along the years the basilica has become the focus of several initiatives: its history and artistic heritage make it a privileged place to gather together representatives and believers from the various Christian denominations. 

San Bartolomeo all'Isola - Facciata

San Bartolomeo all’Isola – Facciata

San Bartolomeo all'Isola - Dettaglio del Campanile

San Bartolomeo all’Isola – Dettaglio del Campanile

La basilica di San Bartolomeo all’Isola ha oltre mille anni. Sorge a Roma, sull’Isola Tiberina, luogo di importanza tutta particolare per la storia di Roma, a metà tra Trastevere, rione della prima predicazione cristiana, e l’antico quartiere ebraico. Questa posizione in mezzo al Tevere, luogo chiave per l’attraversamento del fiume, esprime bene uno degli aspetti più caratteristici di questa basilica, che raccoglie memorie legate a mondi diversi e lontani, uniti insieme in una unica e originale sintesi di fede, arte e storia.

 
La basilica venne costruita in un luogo di pellegrinaggio già conosciuto: da secoli, infatti, sull’Isola Tiberina esisteva un tempio dedicato ad Esculapio, ed erano numerosi coloro che visitavano il luogo sacro per implorare la propria guarigione. Nel 998 l’imperatore tedesco Ottone III edificò la chiesa per accogliere i resti di due martiri: San Bartolomeo apostolo, il cui corpo è custodito nell’altare maggiore, e Sant’Adalberto, vescovo di Praga, che fu ucciso nel 997 mentre evangelizzava popolazioni pagane all’estremo confine settentrionale dell’Europa cristiana.
 
La nuova costruzione operò una trasformazione nel tessuto dell’Isola Tiberina, espressiva di quel cambiamento generale avvenuto nella città di Roma in seguito alla diffusione del cristianesimo. Il pozzo presente nella basilica, caso molto raro, è un esempio di questo processo: esso probabilmente risale all’epoca romana e le sue acque erano ritenute taumaturgiche. I cristiani hanno saputo conservare e valorizzare quella tradizione: il pozzo è divenuto un simbolo evangelico. Nella antica vera di marmo che lo sovrasta, infatti, vi è un’immagine centrale di Gesù che suggerisce a chi la guarda l’associazione con le parole riportate dal Vangelo di Giovanni: “Chi ha sete venga a me e beva chi crede in me; come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno” (Gv, 7,38).

La Basilica di San Bartolomeo è oggi un luogo vivo di preghiera e di incontro. Affidata nel 1993 alla Comunità di Sant’Egidio, viene frequentata da giovani universitari e liceali, che in essa animano liturgie e preghiere, usando i locali annessi per attività a favore dei poveri. Nota per le sue attività ecumeniche, Sant’Egidio ha in questi anni moltiplicato gli incontri e le iniziative nella Basilica, che, con la sua storia e le sue testimonianze artistiche e storiche, è -si potrebbe dire- naturalmente chiamata ad essere spazio privilegiato per incontri tra rappresentanti e fedeli delle varie Chiese cristiane.

San Bartolomeo all'Isola - Maria Madre del Signore

San Bartolomeo all’Isola – Maria Madre del Signore

Sito in italiano

Website (english)

Roma 4 giugno 1944 – 2014

Oggi sono passati 70 anni dalla liberazione di Roma dalle forze di occupazione tedesca, quasi alla fine della seconda guerra mondiale. Le truppe angloamericane erano sbarcate ad Anzio e Nettuno il 12 gennaio 1944. Poi avanzarono lentamente, vincendo le ultime resistenze tedesche sulla cosiddetta Linea Gustav ed infine il 4 giugno entrarono nella Città Eterna con un atto dal fortissimo valore simbolico,

Due giorni dopo sarebbe avvenuto lo sbarco in Normandia, il D-Day, che avrebbe segnato la sconfitta tedesca sul fronte europeo occidentale.

(from Wikipedia)

In early October 1943, Hitler was persuaded by his Army Group Commander in Southern Italy, Field Marshal Albert Kesselring, that the defence of Italy should be conducted as far away from Germany as possible. This would make the most of the natural defensive geography of Central Italy, whilst denying the Allies the easy capture of a succession of airfields; each one being ever closer to Germany. Hitler was also convinced that yielding southern Italy would provide the Allies with a springboard for an invasion of the Balkans with its vital resources of oil, bauxite and copper.

Kesselring was given command of the whole of Italy and immediately ordered the preparation of a series of defensive lines across Italy, south of Rome. Two lines, the Volturno and the Barbara, were used to delay the Allied advance so as to buy time to prepare the most formidable defensive positions, which formed the Winter Line – the collective name for the Gustav Line and two associated defensive lines on the west of the Apennine Mountains, the Bernhardt and Hitler lines (the latter had been renamed the Senger Line by 23 May 1944).

The Winter Line proved a major obstacle to the Allies at the end of 1943, halting the Fifth Army’s advance on the western side of Italy. Although the Gustav Line was penetrated on the Eighth Army’s Adriatic front, and Ortona captured, blizzards, drifting snow and zero visibility at the end of December caused the advance to grind to a halt. The Allies’ focus then turned to the western front, where an attack through the Liri valley was considered to have the best chance of a breakthrough towards the Italian capital. Landings at Anzio during Operation Shingle, advocated by Churchill, behind the line were intended to destabilise the German Gustav line defences, but the early thrust inland to cut off the German defences did not occur, thanks again to the indecisiveness of the American commander and the Anzio forces became bottled up in their beachhead.

It took four major offensives between January and May 1944 before the line was eventually broken by a combined assault of the Fifth and Eighth Armies (including British, US, French, Polish and Canadian Corps) concentrated along a twenty mile front between Monte Cassino and the western seaboard. In a concurrent action, US General Mark Clark was ordered to break out of the stagnant position at Anzio and cash-in on the opportunity to cut off and destroy a large part of the German Tenth Army retreating from the Gustav Line between them and the Canadians. But this opportunity was lost on the brink of success, when General Clark disobeyed his orders and sent his US Forces to enter the vacant Rome instead. Rome had been declared an open city by the German Army so no resistance was encountered.

The US forces took possession of Rome on 4 June 1944. The German Tenth Army were allowed to get away and, in the next few weeks, were responsible for doubling the Allied casualties in that Campaign. General Clark was hailed as a hero in the US. The Canadians were sent through the City without stopping at 3:00AM the next morning.

Bags Free vi propone qualche foto d’archivio per ricordare.

Scene dell'occupazione tedesca - 1943

Scene dell’occupazione tedesca – 1943

sbarcoanzionettunogennaio1944

Lo sbarco ad Anzio e Nettuno – 12 gennaio 1944

4 giugno 1944 - Gli americani entrano a Roma, venendo dalla via Casilina

4 giugno 1944 – Gli americani entrano a Roma, venendo dalla via Casilina

4 giugno 1944 - Gli americani entrano a Roma, venendo dalla via Casilina

4 giugno 1944 – Gli americani entrano a Roma, venendo dalla via Casilina

Estate 1944

Estate 1944

Estate 1944 - Militare della RAF a Piazza San Pietro

Estate 1944 – Militare della RAF a Piazza San Pietro