Papa Francesco apre la Porta Santa!
#BagsFree, assieme agli amici e partner di Roma Cristiana, è pronta a servirvi in questo Anno Santo della Misericordia!
A Roma e sulla Via Francigena.
Papa Francesco apre la Porta Santa!
#BagsFree, assieme agli amici e partner di Roma Cristiana, è pronta a servirvi in questo Anno Santo della Misericordia!
A Roma e sulla Via Francigena.
Sapete com’è… lavorando con viaggiatori, turisti, bagagli… tutto ciò che parla di viaggio attira la nostra attenzione. La nostra città, Roma, ma non solo, è piena di bellissime locandine dell’ultimo film della Pixar, “Il viaggio di Arlo”.
Certo, a quei tempi di bagagli se ne portavano pochi gli umani. Una borsetta, una punta di lancia, qualcuno anche una clava… Ma quello che più ci interessa, interessa a noi di Bags Free, è che dai primordi dell’umanità, mai è venuta meno all’uomo la voglia di mettersi in cammino, di scoprire viaggiando il senso della propria vita, e tanto altro…
Arlo ed il suo viaggio, oltre che un bel film da vedere con i nostri bambini, è una magnifica occasione per decidere quando e come partire, di nuovo, quando e come scoprire altre cose su di noi… Con le mani leggere, come diciamo sempre noi, “Light Holiday” ma soprattutto con il cuore sgombro dei bagagli delle nostre preoccupazioni, delle nostre angosce, dei pesi di ogni giorno e riempito tutto e solo di speranza.
Bags Free vi augura di viaggiare con Arlo, alla scoperta dei vostri limti, ma anche delle vostre infinite ricchezze… Buona strada!
L’account Facebook Roma Ieri ed oggi è una miniera di immagini d’epoca della nostra città. A noi piace moltissimo sfogliarle e confrontarle con la realtà di oggi. Un vantaggio dell’oggi è senz’altro…. che ci siamo noi di Bags Free!!! Ma come facevano i turisti di allora?
Mah!…
Intanto gustatevi queste belle immagini della Stazione Termini che fu…
Offerta “Capodanno a Roma”
Vuoi trascorrere il capodanno a Roma libero dal peso dei tuoi bagagli? Dal 31 dicembre 2015 alle ore 8 del mattino fino all’1 gennaio 2016 alle ore 8 della sera, Bags Free effettuerà
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Año Nuevo en Roma
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Questo blog, a fine luglio di quest’anno, vi ha già parlato delle tante cose belle visibili a Villa Torlonia. In particolare, chi scrive questo post è innamorato della Casina delle Civette.
Vi segnalo che in questo luogo incantevole, la Scuola Steiner “La Primula” organizza tre interessantissimi incontri a tema artistico, allo scopo di farsi conoscere. Di seguito vi posto la locandina.
Dalla sede di Bags Free, Villa Torlonia è facilmente raggiungibile prendendo su piazza dei Cinquecento, di fronte alla Stazione Termini, il bus 90. O facendo una passeggiata di una trentina di minuti a piedi in direzione Porta Pia/Via Nomentana.
Domattina, domenica 4 ottobre 2015, un’occasione da non perdere per tutti gli amici ed i clienti, passati, presenti e futuri, di Bags Free! Visita guidata gratuita alle ore 9, con la nostra guida turistica di fiducia, Carlo Bon.
Appuntamento alle ore 9 all’ingresso principale di Palazzo Massimo, Museo Nazionale Romano, Largo di Villa Peretti 1 (tra la Stazione Termini e Piazza della Repubblica).
L’ottocentesco palazzo in stile neorinascimentale, nei pressi della Stazione Termini, accoglie una delle più importanti collezioni di arte classica al mondo. Nei quattro piani del museo, sculture, affreschi, mosaici, monete e opere di oreficeria documentano l´evoluzione della cultura artistica romana dall’età tardo-repubblicana all’età tardo-antica (II sec. a.C. – V sec. d.C.), attraverso un itinerario espositivo nel quale rivivono la storia, i miti e la vita quotidiana di Roma.
Nelle sale del piano terra sono esposti splendidi originali greci rinvenuti a Roma, come il Pugile , il Principe ellenistico e la Niobide dagli Horti Sallustiani, e la ritrattistica di età repubblicana e imperiale, culminante nella statua di Augusto Pontefice Massimo.
Al primo piano sono presentati celebri capolavori della statuaria, tra cui il Discobolo Lancellotti, la Fanciulla di Anzio e l’Ermafrodito dormiente, e magnifici sarcofagi, come quello di Portonaccio, con una scena di battaglia scolpita in altorilievo.
Al secondo piano, pareti affrescate e mosaici pavimentali documentano la decorazione domestica di prestigiose residenze romane.
Il piano interrato custodisce l’ampia collezione numismatica, oltre a suppellettili, gioielli e la mummia di Grottarossa.
Come spesso accade, settembre, complice anche il bel tempo, si conferma mese di primati per il turismo nella nostra meravigliosa città.
Dal Colosseo ai Fori Imperiali, passando per piazza di Spagna, piazza Navona e San Pietro. Roma si conferma capitale del turismo. I dati elaborate dall’Ebtl – l’Ente Bilaterale del Turismo del Lazio – scattano la fotografia di un settore che gode di buona salute.
Quasi 600 mila turisti in più nei primi nove mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Nella classifica delle presenze straniere a Roma sono gli statunitesi a mantenere il primato, seguiti da inglesi, tedeschi, francesi, spagnoli e giapponesi.
Come sapete, da un po’ di tempo collaboriamo con l’Opera Romana Pellegrinaggi, in particolare con il loro servizio ai pellegrini denominato “Roma Cristiana“.
Tra i tanti servizi in particolare offer, uno riguarda il Complesso Lateranense (The Lateran Complex).
Due nostri clienti ieri hanno visitato questo complesso e si sono detti soddisfattissimi del servizio, sia per la cortesia degli operatori dell’ORP presenti in loco, sia per il servizio dell’audioguida compreso nel prezzo del biglietto . Con 5 euro si possono visitare tutti gli ambienti del complesso ed ascoltare non solo le descrizioni architettoniche degli elementi ma anche le storie di questi raccontate dai protagonisti della storia, alcune davvero sconosciute e suggestive.
L’ambiente più bello che avete visitato?, abbiamo chiesto loro: senza dubbio il Chiostro attiguo alla Basilica.
Di seguito qualche foto…
Le prime chiese cristiane, sappiamo dagli Atti degli Apostoli, erano chiese domestiche, ovvero chiese che si riunivano presso la casa di una famiglia. Con ogni probabilità Lucina era una delle matrone romane che ospitava una di queste comunità.
La chiesa è dedicata a Lorenzo, uno dei primi martiri cristiani, morto, secondo la tradizione, bruciato su di una grossa graticola forse nel 258 dopo Cristo. Ma si tratta di una costruzione a lui dedicata con ogni probabilità solo nel XII secolo, quando vi vennero deposte alcune reliquie del martire.
La Basilica contiene numerose opere d’arte, tra cui anche lavori del Bernini e di Guido Reni.
Per giungervi, a partire dal nostro deposito di via del Castro Pretorio 32, bus 71 o 492; oppure Metro A fino alla fermata di Spagna, poi a piedi via Condotti e a destra per via del Corso.
Nonostante il caldo intenso di questi giorni di fine luglio, Villa Torlonia rimane un posto molto frequentato, grazie alle numerose zone d’ombra che è in grado di offrire agli abitanti romani dei quartieri della zona Nomentana che gli gravitano intorno.
Grazie anche alla possibilità di intrufolarsi ed avere un ritorno di tipo culturale visitando la villa vera e propria (molti la visitano per la curiosità di quella che per molti anni fu conosciuta come la casa del Duce, di Benito Mussolini e famiglia) o la bellissima, decoratissima e coloratissima Casina delle civette, amata in modo particolare dai bambini.
Per arrivare a Villa Torlonia, partendo dal deposito Bags Free di via del Castro Pretorio 32, bus 90 fino alla fermata proprio a fianco alla villa.
LA SCHEDA DAL PORTALE TURISMO A ROMA (060608.IT)
Villa Torlonia si trova lungo la Via Nomentana, proprio di fronte a Villa Paganini. Questa consolare rappresentava la strada preferita dai nobili romani per la costruzione delle loro residenze suburbane localizzate appena fuori le mura della città. Si trattava per lo più di ville di campagna ottenute con la ristrutturazione di case rurali. Villa Torlonia, la più recente delle ville nobiliari romane, conserva ancora un particolare fascino dovuto all’originalità del giardino paesistico all’inglese e alla ricca quantità di edifici ed arredi artistici disseminati nel parco. L’ingresso monumentale alla villa si trova su Via Nomentana all’altezza del civico 68 ed è segnalato da due tempietti su colonne ioniche e due lanterne sormontate da aquile sui montanti della cancellata in ferro battuto. La sistemazione attuale della residenza, che non è aperta al pubblico, è quasi interamente dovuta all’architetto Caretti. Per opera sua, l’ingresso principale del palazzo venne ribaltato in direzione di Via Nomentana con l’aggiunta di un maestoso colonnato. Di particolare interesse: l’Obelisco in granito rosa, fatto scolpire a Baveno da Alessandro Torlonia e innalzato nel 1842; la Colonna Onoraria e il Teatro, che richiama la grandiosità del Pantheon; il Villino Medievale costruito dai figli per Giulio Borghese che vi risiedette fino alla morte, avvenuta nel 1915; la Limonaia, un semplice edificio che reca sulla facciata principale gli stemmi dei Colonna e dei Torlonia (a memoria del matrimonio fra Alessandro Torlonia e Teresa Colonna); il Villino dei Principi, in stile neorinascimentale decorato dal Caretti; le Scuderie Vecchie, caratterizzate da una bella scultura in marmo in forma di testa di cavallo; le Scuderie Nuove, un basso edificio giallo che ora ospita un centro anziani; il Villino Rosso, che ospita la sede dell’Accademia delle scienze; la Serra Moresca, ispirata all’architettura della moschea di Cordova e dell’Alhambra di Granada; il Campo dei Tornei, una vasta piazza d’ispirazione medievale su cui si trovano tre padiglioni puntuti, chiusi con assi di legno; la Casina delle Civette, creata dall’architetto Jappelli come capanna svizzera; il tempio di Saturno, ornato di bassorilievi che insieme al Ninfeo sono state le uniche costruzioni a scampare alla distruzione dopo che parte del giardino fu espropriata per allargare la Via Nomentana.
Cenni storici
Il capostipite della famiglia Torlonia, il francese Benedetto Tourlonnais, si stabilì a Roma intorno alla metà del XVIII secolo, avviando fortunate attività commerciali. Queste culminarono con l’apertura di una banca che portò Giovanni (1754-1829), il primo dei Torlonia nato a Roma, a diventare arbitro fra lo Stato Pontificio e la Francia. In breve tempo accumulò un patrimonio che oscurava quello delle più antiche famiglie romane. L’ascesa sul piano economico dei Torlonia venne affiancata da un’ascesa sociale che portò Giovanni ad acquisire vari titoli nobiliari tra cui il titolo di Marchese di Romavecchia e Turrita. Nei primi anni dell’ottocento Giovanni Torlonia incaricò l’architetto Giuseppe Valadier di ampliare e trasformare questa tenuta rurale in un fastoso palazzo. Valadier realizzò inoltre delle scuderie monumentali, organizzò il parco secondo assi perpendicolari fiancheggiati da filari di lecci e decorati da fontane. Alessandro Torlonia (1800-1886), nipote di Giovanni, fu il reale continuatore della scalata del nonno, che culminò nel 1840 con il suo matrimonio con Teresa Colonna. Alessandro modificò profondamente l’assetto dato dal Valadier a Villa Torlonia. L’area della tenuta raddoppiò, i lavori di abbellimento dell’edificio della villa vennero affidati a G. B. Caretti, architetto e pittore che realizzò personalmente gran parte delle pitture che ornano il palazzo, la cappella e le scuderie. Alessandro convocò il noto architetto e paesaggista Giuseppe Jappelli, che aveva ideato originali giardini all’inglese nel Veneto e al Parco di Saonara. L’ampiezza degli scorci che si possono ammirare a tutt’oggi nei giardini è dovuto al genio di Jappelli. L’aspetto scenografico venne completato con l’aggiunta di arredi esotici e spettacolari, quali la Serra Moresca, la Grotta, la Capanna Svizzera, la Limonaia, il Campo dei Tornei. Nel 1874 fu portato a compimento il Teatro. Nei primi decenni del novecento fu realizzato il Villino Medievale e il Villino Rosso e fu trasformata la Capanna Svizzera nel Casino delle Civette. Dal 1925 al 1943 la villa divenne la residenza privata di Benito Mussolini, che pagava l’affitto simbolico di una lira l’anno. Il principe Giovanni Torlonia si ritirò nella Casina delle Civette, dove rimase fino alla morte avvenuta nel 1938. Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale i giardini vennero trasformati in orti di guerra. Rachele Mussolini fece piantare patate, vigneti e granoturco al posto delle piante esotiche bellissime ma inutili. Nel 1944 la villa fu occupata dalle truppe americane che la abbandonarono nel 1947. Il Comune di Roma ha acquistato Villa Torlonia nel 1978 aprendola al pubblico, ma solo da pochi anni hanno avuto inizio gli interventi di restauro per ripristinare la magnificenza originaria degli edifici e del parco.