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Mani libere per… il Foro di Augusto

Grazie ai nostri puntualissimi amici di 06068.it scopriamo questa interessante iniziativa alla scoperta del Foro di Augusto, a Roma. Uno spettacolo che, tutte le sere dal 22 aprile al 21 settembre 2014, permette di scoprirlo in tutti i suoi segreti ed in tutta la sua storia, che riportiamo di seguito, grazie alle informazioni di Wikipedia.

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Foro di Augusto

Ottaviano aveva promesso di erigere a Roma un tempio dedicato a Marte Ultore (ossia “Vendicatore”) in occasione della battaglia di Filippi del 42 a.C., nella quale egli stesso e Marco Antonio avevano sconfitto gli uccisori di Cesare, Bruto e Cassio, e dunque vendicato la sua morte. Il grande tempio sostituiva un’edicola provvisoria nel Campidoglio.

Dopo la sconfitta di Marco Antonio e la conquista dell’Egitto tolemaico con la battaglia di Azio (31 a.C.), il Senato conferì ad Ottaviano nel 27 a.C. i massimi poteri civili e militari, propri delle antiche magistrature repubblicane, e in seguito il titolo sacrale ed onorifico di Augustus (“venerato”). Consolidato il proprio potere, Augusto si occupò della riorganizzazione urbanistica e architettonica della capitale, che rappresentò un’importante espressione del nuovo corso politico da lui inaugurato. In questo quadro furono probabilmente avviati anche i lavori di costruzione di un nuovo complesso forense.

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Mappa del Foro di Augusto

Come lo stesso Augusto ricorda nelle Res Gestae, il nuovo complesso monumentale venne eretto ex manubiis, ossia finanziato con il bottino di guerra ottenuto con le proprie vittorie, secondo la tradizione in auge per i condottieri della tarda età repubblicana, e in solo privato, ossia su un terreno acquistato a proprie spese da privati, collocato sulle pendici del Quirinale, a ridosso del popoloso quartiere della Suburra.

Il terreno per la nuova opera pubblica venne acquistato da privati, ma poiché Augusto non volle entrare in conflitto con alcuni proprietari riluttanti a cedere la loro proprietà, il progetto venne ridimensionato, almeno rispetto al desiderio dell’imperatore, non volendo egli ricorrere alle maniere forti.

Il Foro venne inaugurato, probabilmente non ancora del tutto completato, nel 2 a.C., anno nel quale Augusto ottenne il titolo di pater patriae (“padre della patria”) e aveva indicato nel nipote Lucio Cesare il proprio successore.

La nuova piazza permise di avere nuovi spazi per i processi; ma la funzione più significativa del foro di Augusto fu quella di centro rappresentativo, destinato alla glorificazione dell’imperatore e della sua stirpe.

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Foro di Augusto

Ricapitoliamo, per scoprirlo:

TUTTE LE SERE DAL 22 APRILE AL 21 SETTEMBRE 2014
dal lunedì alla domenica ore 21.00, ore 22.00 e ore 23.00
durata 40 minuti –  max 200 persone

Lo spettacolo del 25 maggio alle 21.00 è riservato alle bambine e ai bambini
in occasione della manifestazione Una città a misura di bambine e di bambini

Ingresso gratuito consentito a 2 adulti ogni bambino (età dei bambini: dai 3 ai 12 anni)
L’ingresso è consentito agli adulti solo se accompagnati da bambini
Prenotazione obbligatoria: 060608 (tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00)

Qui il sito ufficiale dedicato al Viaggio del Foro di Augusto

Ovviamente le valigie e le borse potete lasciarle da noi!!! Manco a dirlo…

Per chi vuole approfondire. 

Bags Free, Light Holiday (ovvero la sostenibile leggerezza del viaggiare)

Bags Free, Light Holiday (ovvero la sostenibile leggerezza del viaggiare)

Sono due coppie di parole che stanno bene insieme.

Le prime due stanno ad indicare la bellezza di girare per la meta della nostra gita, della nostra vacanza, senza avere la mano carica di borse borsette e valigie.

Volete mettere? Avere solo un piccolo marsupio, poter scattare tutte le foto che volete senza che qualcosa vi scivoli giù da una spalla, poter mangiare il gelato (a Roma lo fanno buonissimo in un sacco di posti…) o la pizza senza fare pericolosi equilibrismi (che alla fine non riescono mai, e riducono il nostro vestito…. come la mappa di un antico tesoro, ossia piena di macchie e di untume!!!).

Bags Free, Light Holiday (ovvero la sostenibile leggerezza del viaggiare)

Bags Free, Light Holiday (ovvero la sostenibile leggerezza del viaggiare)

La seconda coppia di parole è conseguenza della prima, se per esempio scegliete di alleggerivi del vostro bagaglio appena arrivati in Stazione o all’aeroporto e lo lasciate al nostro deposito o nelle mani del nostro incaricato. Allora la vostra vacanza diventa leggera come le vostre mani…

E si sa, chi si sente leggero nel corpo, ha ottime possibilità di riuscire a sentirsi tale anche nell’animo.

Lo scrittore Jack Kerouac (conosciuto dai più per il suo libro autobiografico ‘Sulla Strada‘) nella sua opera ‘I vagabondi del Dharma’ descrive lo stato della mente del viaggiatore, libero dai pesi esteriori, che si concentra sulla realtà del viaggio, sul momento speciale che sta vivendo, come se fosse nell’animo preso da una danza silenziosa:

‘Prova a meditare sul sentiero, devi solo camminare fissando la strada sotto i piedi senza guardarti intorno e così cadi in trance mentre la terra scorre sotto di te.. ( )  Il silenzio è così intenso che riesci a sentire il rombo del tuo sangue nelle orecchie, ma molto più forte di questo suono è il rombo misterioso che ho sempre identificato col rombare del diamante della saggezza, il misterioso rombo del silenzio stesso, un grande Sssst che ricorda qualcosa che ci sembra di aver dimenticato nella tensione dei nostri giorni fin dalla nascita.’

Kerouac parla in particolare della montagna, ma la sensazione descritta si può applicare benissimo anche all’arte;  si può provare questo stesso sentimento di silenzio stupito dell’animo, contemplando la volta della cappella Sistina, oppure il panorama visto dalla Cupola di San Pietro o dalla terrazza del Gianicolo, o anche perdendosi tra le rovine dei Fori, o nel verde ordinato di Villa Borghese e in quello a tratti selvaggio di Villa Pamphili o Villa Ada…

Bags Free, Light Holiday (ovvero la sostenibile leggerezza del viaggiare) - Basilica di San Paolo fuori le mura a Roma

Bags Free, Light Holiday (ovvero la sostenibile leggerezza del viaggiare) – Basilica di San Paolo fuori le mura a Roma

Ti auguriamo di avere la fortuna di viaggiare sempre leggero nell’animo, e, per quello che possiamo, promettiamo di aiutarti come meglio sappiamo.

Mani libere per… Palazzo Farnese a Roma

Come primo consiglio per i viaggiatori nella nostra bella città, vi invitiamo oggi, dopo aver lasciato a noi di Bags-Free i vostri bagagli!, a visitare il bellissimo Palazzo Farnese,

Arrivarci non è difficile; partendo dal nostro deposito alla Stazione Termini si prende a Piazza dei Cinquecento il bus della linea 64 e si scende alla fermata Corso Vittorio Emanuele/Navona. Scesi dal bus si traversa la strada, si torna indietro fino a Piazza della Cancelleria. Si percorre tutta questa ed il successivo Vicolo del Gallo e si arriva nella magnifica Piazza Farnese, cuore del rione Regola, caratterizzata da due magnifiche fontane  realizzate con vasche di granito egiziano (a questo link trovate una immagine panoramica della piazza realizzata da Classe75).

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Una bella immagine di una delle due fontane che adornano la piazza

In piazza Farnese confluiscono ben 8 tra vie e vicoli, di cui la più importante è via di Monserrato. Gli edifici più rilevanti che vi affacciano, oltre ovviamente a Palazzo Farnese, sono la chiesa e il convento di santa Brigida, il palazzo del Gallo di Roccagiovane (di fronte a palazzo Farnese, tra vicolo dei Baullari e via della Corda) e palazzo Mandosi Mignanelli (sulla destra, in angolo con vicolo dei Venti). Altri edifici sono ricostruzioni ottocentesche di immobili più antichi.

 

Palazzo Farnese, che domina la piazza, di proprietà dello Stato Italiano, è concesso dal 1936 al governo francese, che ha lì la sede della propria ambasciata in Italia.

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(da Wikipedia)

Esempio della corrente sintetista sangallesca nell’architettura rinascimentale cinquecentesca,  ha una facciata, in mattoni con cantonale in travertino, articolata su tre piani. Le 13 finestre di ciascun piano presentano differenti decorazioni, e quelle del piano nobile sono coronate da frontoncini alternativamente curvilinei e triangolari.
I restauri condotti nel 2000 hanno evidenziato una decorazione ottenuta con l’uso di mattoni albasi (poco cotti, di colore giallo e particolarmente porosi) e ferraioli (molto cotti, di colore rosso e molto resistenti) in alcune parti della facciata e, in alcuni casi, anche con scialbature di colore. Tali decorazioni tuttavia seguono logiche diverse nella parte destra e in quella sinistra della facciata. Quest’ultima presenta una decorazione geometricamente definita a losanghe, Inoltre nei timpani delle finestre del piano nobile sono presenti degli intarsi floreali, sempre realizzati con mattoni bicromi. Tali mattoni bicromi sono utilizzati anche per l’ammorsatura delle finestre, che presenta una caratteristica apparecchiatura dentellata, presumibilmente per motivi strutturali. Queste decorazioni hanno lasciato supporre nel corso degli anni che la facciata in cortina splendidamente apparecchiata, tagliata e arrotata in opera, fosse fatta per essere lasciata a vista.
La parte destra della facciata è molto meno curata, le losanghe ben definite sono poche e buona parte dei ferraioli sono posti alla rinfusa nella parte alta del piano nobile, nei pressi del cantonale. Questa difformità sulla facciata di quello che è presumibilmente il palazzo gentilizio più importante della Roma rinascimentale ha invece suffragato l’ipotesi che la cortina andasse rivestita e che l’apparecchiatura perfettamente liscia e quasi monolitica avesse lo scopo di minimizzare lo spessore dell’intonaco in stucco di travertino, riducendolo a due o tre mani di scialbo in latte di calce. Quest’ipotesi è suffragata dal ritrovamento di tracce di scialbatura su altre importanti architetture dell’epoca, come ad esempio il Palazzo dei Conservatori di Michelangelo nel complesso del Campidoglio.
Si passa all’interno tramite un vestibolo a tre navate coperte da volta a botte e separate da colonne di ordine dorico in granito rosso.
La decorazione interna è particolarmente raffinata. La “Camera del Cardinale” era stata affrescata già nel 1547 da Daniele da Volterra (fregio superiore), mentre la “sala dei Fasti Farnesiani” fu dipinta da Francesco Salviati tra il 1552 ed il 1556 e completata da Taddeo Zuccari a partire dal 1563. Ad Annibale Carracci si devono gli affreschi nel “Camerino”, realizzati nel 1595 e nella “Galleria” (20 m di lunghezza e 6 m di larghezza), con stucchi e dipinti mitologici realizzati insieme al fratello Agostino, tra il 1597 e il 1605: al centro della volta campeggia Il trionfo di Bacco e Arianna.
Nella sala di Ercole era conservata la statua dell’Ercole Farnese, attualmente al Museo Archeologico Nazionale di Napoli insieme a numerose altre sculture della collezione Farnese. Vi erano inoltre conservate le statue della Pietà e dell’Abbondanza, opera di Giacomo della Porta e destinate inizialmente alla tomba di Paolo III.

Per conoscere tempi e modalità di visita: la pagina dello 060608.it su Palazzo Farnese

Cos’è lo 060608? Se non lo sai scoprilo qui!