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Sulla Francigena, il doppio dell’impegno, anzi, di più! #BagsFree #LightHoliday

I più affezionati tra i nostri  clienti, oltre ovviamente ai provider ed agli operatori del settore con cui lavoriamo, già lo sanno, ma approfittiamo di questo strumento per informare tutti del rinnovato ad accresciuto impegno di Bags Free per i viaggiatori ed i pellegrini che seguono il percorso tradizionale della Via Francigena.

Nel percorso che viene dal Passo del Gran San Bernardo, alle cinque tappe inizialmente servite dal nostro servizio di trasporto bagagli, da Viterbo a Roma (111,3 km), già dallo scorso anno abbiamo aggiunto le ultime tre tappe comprese nel territorio laziale (da Acquapendente a Viterbo, altri 60 km circa).

Ora il nostro raggio di azione comprende anche tutte le tappe toscane a partire dalla Lucca-Altopascio (la numero 27 nell’itinerario ufficiale), fino alla Radicofani-Acquapendente (la numero 36), permettendoci di coprire complessivamente con il nostro servizio la bellezza di 415,5 km di percorso e 18 tappe (10 in Toscana ed 8 nel Lazio).

Senza dimenticare la tappe da Rieti a Roma della cosiddetta Via di Francesco, assistite anche esse dai nostri operatori.

Veduta della Val d'Orcia

Veduta della Val d’Orcia

Siamo cresciuti, con voi ed al vostro servizio. Abbiamo due nuovi operatori che servono esclusivamente la Via Francigena e stiamo rinnovando, dopo i nostri locali, anche il parco mezzi circolanti con il nostro marchio.

San Miniato

San Miniato

Vi ringraziamo e vi aspettiamo ad Altopascio, a San Miniato, a San Gimignano, a Siena, in Val d’Orcia. Luoghi meravigliosi sul cammino del nostro servizio, che è un piacere scoprire ancora meglio assieme a voi!

San Gimignano

San Gimignano

Grazie da Bags Free, Light Holiday, felici di servirvi!

Natale e Anno Nuovo sulla Francigena!

La Via Francigena, lo sapete, è una delle nostre passioni, ed uno degli ambiti del nostro servizio ai viaggiatori ed ai pellegrini. Un augurio particolare per il Natale 2015 ed il Capodanno 2016 va anche ai nostri clienti ed amici che la percorrono durante ogni periodo dell’anno.

Per farlo, ci uniamo all’augurio dei nostri amici di Vie Francigene e della Rivista Via Francigena!

“Quando si va verso un obiettivo è molto importante prestare attenzione al cammino.
È il cammino che ci insegna sempre la maniera migliore di arrivare,
e ci arricchisce mentre lo percorriamo.” 

P. Coelho

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Sulla Francigena con Bags Free: Isola Farnese

(testo ripreso da http://api.culturalazio.it/terrediveio/XXMunicipio.isola-farnese.aspx)

Il borgo si trova arroccato su una rupe a ca. 1.5 km di distanza dal 18° km della via Cassia. Il nome medievale di Insula, deriva dalla presenza dei fossi del Piordo, delle valli della Storta e di S. Sebastiano che circondano l’abitato, appunto isolandolo dal territorio circostante.

Di origine medievale, sin dall’XI sec. è citato come castello di proprietà del monastero romano dei SS. Cosma e Damiano; nel XIII sec. Passò in mano alla potente famiglia baronale degli Orsini che lo tenne saldamente sino al 1616, quando fu venduto al cardinale Alessandro Farnese da cui deriva il nome moderno. Il borgo è noto per aver ospitato la sosta di alcuni imperatori che si recavano a Roma per l’Incoronazione tra i quali Ottone IV e Enrico VII. Già dai primi decenni del XV sec. Isola Farnese divenne Comune: alla comunità fu infatti richiesto da Papa Eugenio IV di inviare fanti armati a Bracciano, per combattere le schiere di Nicolò Fortebraccio, avversario della Chiesa.

La rocca medievale oggi non è più riconoscibile, poiché è stata incorporata nel seicentesco palazzo baronale, ma si possono scorgere alcune torri di guardia del recinto murario fortificato. Un piccolo borgo di case in stile seicentesco circonda il castello; al centro è una piazzetta denominata della Colonnetta in quanto conserva un frammento di colonna romana, sulla quale si affaccia la chiesa di S. Pancrazio eretta nel ‘400 e restaurata nel ‘600, che conserva affreschi del XV e XVI sec. ed alcune testimonianze archeologiche come i due capitelli che formano l’acquasantiera.

Vista di Isola Farnese (foto Patafisik)

Vista di Isola Farnese (foto Patafisik)

La Via Francigena sul nostro sito

Bags Free sulla Francigena – 1. Storia e Mappa

Un famosissimo proverbio dice che “tutte le strade portano a Roma”. Questo proverbio deriva dall’intensissima attività dei Romani volta a migliorare le vie di comunicazioni della Repubblica prima, dell’Impero poi. Tuttora, nel 2014!, le principali vie consolari (non a caso questo nome…) di accesso alla Città Eterna ricalcano i passi delle originali strade antiche. Si pensi all’Appia, alla Salaria, alla Flaminia, alla Cassia.

La Salaria permette di arrivare a Roma dalle saline dell’Adriatico (fondamentale avere l’accesso al sale per la conservazione dei cibi, in assenza del frigorifero!), passando per la zona del Reatino, la Cassia e la Flaminia consentono l’accesso a Roma da Nord, dalla Maremma Toscana e dal Viterbese.

Cassia e Flaminia sono le principali direttrici di accesso a Roma per i pellegrini che percorrono il famosissimo cammino della via Francigena.

Alberto Conte, sul sito ufficiale dedicato all’antichissimo itinerario, ne racconta magistralmente la storia:

Indicazione della Via Francigena

Indicazione della Via Francigena

Nell’Alto Medioevo, attorno al VII secolo, i Longobardi contendevano il territorio italiano ai Bizantini. L’esigenza strategica di collegare il Regno di Pavia e i ducati meridionali tramite una via sufficientemente sicura portò alla scelta di un itinerario sino ad allora considerato minore, che valicava l’Appennino in corrispondenza dell’attuale Passo della Cisa, e dopo la Valle del Magra si allontanava dalla costa in direzione di Lucca. Da qui, per non avvicinarsi troppo alle zone in mano bizantina, il percorso proseguiva per la Valle dell’Elsa per arrivare a Siena, e quindi attraverso le valli d ‘Arbia e d’Orcia, raggiungere la Val di Paglia e il territorio laziale, dove il tracciato si immetteva nell’antica Via Cassia che conduceva a Roma.Il percorso, che prese il nome di “Via di Monte Bardone”, dall’antico nome del Passo della Cisa, Mons Langobardorum, non era una vera e propria strada nel senso romano né tanto meno nel senso moderno del termine. Infatti, dopo la caduta dell’ impero, le antiche tratte consolari caddero in disuso, e tranne pochi fortunati casi finirono in rovina, “rupte”, tant’è che risale a quell’epoca l’uso della parola “rotta”per definire la direzione da prendere.

Duomo di Fidenza; pellegrini sulla Frnancigena

Duomo di Fidenza; pellegrini sulla Frnancigena

L’area di strada
I selciati romani lasciarono gradualmente il posto a fasci di sentieri, tracce, piste battute dal passaggio dei viandanti, che in genere si allargavano sul territorio per convergere in corrispondenza delle mansioni (centri abitati od ospitali dove si trovava alloggio per la notte), o presso alcuni passaggi obbligati come valichi o guadi. Più che di strade si trattava, quindi, di “aree di strada”, il cui percorso variava per cause naturali (straripamenti, frane), per modifiche dei confini dei territori attraversati e la conseguente richiesta di gabelle, per la presenza di briganti. Il fondo veniva lastricato solo in corrispondenza degli attraversamenti dei centri abitati, mentre nei tratti di collegamento prevaleva la terra battuta.
Appare, quindi, chiaro che la ricostruzione del “vero” tracciato della Via Francigena sarebbe oggi un’impresa impossibile, poiché questo non è mai esistito: ha invece senso ritrovare le principali mansioni e i principali luoghi toccati dai viandanti lungo la Via.

Nasce la Via Francigena
Quando la dominazione Longobarda lasciò il posto a quella dei Franchi, anche la Via di Monte Bardone cambiò il nome in Via Francigena, ovvero “strada originata dalla Francia”, nome quest’ultimo che oltre all’attuale territorio francese comprendeva la Valle del Reno e i Paesi Bassi.
In quel periodo crebbe anche il traffico lungo la Via che si affermò come il principale asse di collegamento tra nord e sud dell’Europa, lungo il quale transitavano mercanti, eserciti, pellegrini.


Il pellegrinaggio nel tempo

Tra la fine del primo millennio e l’inizio del secondo, la pratica del pellegrinaggio assunse un’importanza crescente.I luoghi santi della Cristianità erano Gerusalemme, Santiago de Compostella e Roma, e la Via Francigena rappresentò lo snodo centrale delle grandi vie della fede. Infatti, i pellegrini provenienti dal nord percorrevano la Via per dirigersi a Roma, ed eventualmente proseguire lungo la Via Appia verso i porti pugliesi, dove s’imbarcavano verso la Terrasanta. Viceversa i pellegrini italiani diretti a Santiago la percorrevano verso nord, per arrivare a Luni, dove s’imbarcavano verso i porti francesi, o per proseguire verso il Moncenisio e quindi immettersi sulla Via Tolosana, che conduceva verso la Spagna. Il pellegrinaggio divenne presto un fenomeno di massa, e ciò esaltò il ruolo della Via Francigena che divenne un canale di comunicazione determinante per la realizzazione dell’unità culturale che caratterizzò l’Europa nel Medioevo. 

Le fonti itinerarie
È soprattutto grazie ai diari di viaggio, e in particolare agli appunti di un illustre pellegrino, Sigerico, che possiamo ricostruire l’antico percorso della Francigena. Nel 990, dopo essere stato ordinato Arcivescovo di Canterbury da Papa Giovanni XV, l’Abate tornò a casa annotando su due pagine manoscritte le 80 mansioni in cui si fermò a pernottare. Il diario di Sigerico viene tuttora considerato la fonte itineraria più autorevole, tanto che spesso si parla di “Via Francigena secondo l’itinerario di Sigerico” per definire la versione più “filologica” del percorso.

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Crescita e decadenza della Via Francigena
L’uso crescente della Francigena come via di commercio portò a un eccezionale sviluppo di molti centri lungo il percorso. 
La Via divenne strategica per trasportare verso i mercati del nord Europa le merci provenienti dall’oriente (seta, spezie) e scambiarli, in genere nelle fiere della Champagne, con i panni di Fiandra e di Brabante. Nel XIII secolo i traffici commerciali crebbero a tal punto che si svilupparono numerosi tracciati alternativi alla Via Francigena che, quindi, perse la sua caratteristica di unicità e si frazionò in numerosi itinerari di collegamento tra il nord e Roma.
Tanto che il nome cambiò in Romea, non essendo più unica l’origine, ma la destinazione. Inoltre la crescente importanza di Firenze e dei centri della Valle dell’Arno spostò a Oriente i percorsi, fino a quando la direttrice Bologna-Firenze relegò il Passo della Cisa a una funzione puramente locale, decretando la fine dell’antico percorso.

(link diretto: http://www.viefrancigene.org/it/Itinerario/Storia/)

Cartina della Via Francigena

Cartina della Via Francigena

La cartina è ripresa dal sito internazionale della Francigena.