Sigerico, chi era costui? #BagsFree #WalkingOnFrancigena

Il pellegrino o il turista che percorrono la Via Francigena, sentiranno spesso parlare di un personaggio chiamato Sigerico. Troveranno Ostelli o Accoglienze a lui dedicate, vedranno lapidi o iscrizioni dove si parla di lui. 

Chi era Sigerico? Era un monaco britannico, presso l’abbazia di Glastonbury, un luogo legato a molte storie del periodo medievale. Si dice Glastonbury fosse stata fondata da Giuseppe di Arimatea (l’uomo che cedette il suo sepolcro per la sepoltura del Cristo) e che corrisponda alla leggendaria Avalon, dove il re Artù e la regina Ginevra furono sepolti. 

Fu comunque sicuramente un centro di spiritualità cristiana fin dal VII secolo dopo Cristo e l’abbazia dove era monaco Sigerico ebbe poi il massimo splendore più tardi quando, dopo un incendio (1184), venne ricostruita dai monaci benedettini. Oggi rimangono solo le sue suggestive rovine.

Le rovine dell’abbazia di Glastonbury in una foto di inizio ‘900

Nel 980 il monaco Sigerico venne nominato Abate a Sant’Agostino di Canterbury e successivamente venne nominato Arcivescovo dello stesso luogo, nel 990. 

Canterbury, Abbazia di Sant’Agostino

Il Pontefice dell’epoca, Papa Giovanni XV, chiese a vescovi e arcivescovi di Italia, Francia, Germania ed Inghilterra di recarsi in Vaticano per ricevere la loro insegna, il pallio, quindi anche Sigerico si trovò nella necessità di affrontare il viaggio da Canterbury a Roma e ritorno.  Non uno scherzo per l’epoca. 

Partì per una delle tante Vie Romee. Conoscete sicuramente il detto “Tutte le strade portano a Roma“. Ne esistevano tante di vie per arrivare a Roma, ed ognuna aveva infinite varianti. In sintesi, Vie romee o romipete erano chiamate nel Medioevo tutte quelle strade percorse a piedi dai pellegrini che avevano come meta la Sede Apostolica.

Quella che oggi conosciamo come Via Francigena, che va da Canterbury a Roma era in precedenza detta anche Itinerario di Sigerico, perchè il monaco, poi Abate, poi Arcivescovo ci lasciò la memoria scritta del suo percorso di ritorno (da Roma a Canterbury quindi), che egli percorse in 80 tappe (submansiones. in latino) 

1600 chilometri percorsi in 79 giorni fanno una media di poco più di 20 chilometri al giorno, la stessa di chi ancora oggi percorre l’itinerario dell’Arcivescovo inglese di cui parliamo in questo post. 

Particolare dell’antico manoscritto, conservato alla British Library

La traduzione italiana del manoscritto suona così (per un errore dell’antico copista manca l’indicazione della settantanovesima tappa):

Arrivo del nostro arcivescovo Sigerico a Roma: per prima cosa al sepolcro del beato Pietro apostolo: poi a Santa Maria ospizio degli Inglesi: a San Lorenzo in Graticola: a San Valentino in ponte Mollo: a Santa Agnese: a San Lorenzo fuori le mura: a San Sebastiano: a Sant’Anastasio: a San Paolo: a San Bonifacio: a Santa Sabina: a Santa Maria dei Greci: a Santa Cecilia: a San Crisogono: a Santa Maria di Trastevere: a San Pancrazio. Poi sono tornati a casa. La mattina dopo a Santa Maria Rotonda: ai Santi Apostoli: a San Giovanni in Laterano. Poi pranzammo con papa Giovanni: poi a Gerusalemme: a Santa Maria Maggiore: a San Pietro in Vincoli: a San Lorenzo dove il corpo di lui fu bruciato.
Queste sono le tappe da Roma fino al mare. 1 Città di Roma – 2 San Giovanni in Nono – 3 Baccano – 4 Sutri – 5 Forcassi – 6 San Valentino – 7 San Flaviano – 8 Santa Cristina – 9 Acquapendente – 10 San Pietro e Paolo – 11 Abricola – 12 San Quirico – 13 Torrenieri – 14 Arbia – 15 Siena – 16 Borgonuovo – 17 Elsa – 18 San Martino in Fossa – 19 San Gimignano – 20 Santa Maria a Chianni – 21 San Pietro, Corazzano – 22 San Dionisio – 23 Arneblanca – 24 Acquanera – 25 Porcari – 26 Lucca – 27 Camaiore – 28 Luni – 29 Santo Stefano – 30 Aulla – 31 Pontremoli – 32 San Benedetto – 33 San Moderanno – 34 Filemangenur – 35 Mezzana – 36 San Donnino – 37 Florico – 38 Piacenza – 39 Sant’Andrea – 40 Santa Cristina – 41 Pamphica – 42 Tromello – 43 Vercelli – 44 Santhià – 45 Ivrea – 46 Poley – 47 Aosta – 48 St. Rhémy – 49 Bourg-St. Pierre – 50 Orsières – 51 St. Maurice – 52 Versvey – 53 Vevey – 54 Losanna – 55 Orbe – 56 Antifern – 57 Puntarlier – 58 Nos – 59 Besançon – 60 Coussey – 61 Seveux – 62 Grenant – 63 Oisma – 64 Blessonville – 65 Bar – 66 Brienne – 67 Donnemant – 68 Fontaine – 69 Châlons – 70 Reims – 71 Corbeny – 72 Laon – 73 Saint Martin – 74 Duin – 75 Arras – 76 Bruay – 77 Thérouanne – 78 Gisne – 79 – 80 Sumeran.

Abbadia a Isola, Abbazia dei Santi Salvatore e Cirino, costruita dalla contessa Ava del Lambadi dopo il passaggio di Sigerico, che alloggiò nel Castello di Borgonuovo (XVI tappa).  “A Isola” perchè si ergeva come fosse un’isola in una zona paludosa.

Le tappe lungo le quali noi di Bags Free e Walking On Francigena assistiamo turisti e pellegrini, da Lucca a Roma, corrispondono alle prime 26 dell’itinerario sigericiano:

I – Urbs Roma (oggi la città di Roma e il Borgo Leonino)
II – Johannis VIIII (oggi la località chiamata “La Storta” lungo la via Cassia)
III – Bacane (oggi la Valle di Baccano, nella zona di Campagnano di Roma)
IV – Suteria (oggi Sutri)
V – Furcari (oggi Forocassio, frazione di Vetralla)
VI – Sce Valentine (oggi “Borgo San Valentino”, presso Viterbo)
VII – Sce Flaviane (oggi Montefiascone)
VIII – Sca Cristina (oggi Bolsena)
IX – Aqua Pendente (oggi Acquapendente)
X – Sce Petir in Pail (oggi Podere Voltole, presso Abbadia San Salvatore)
XI – Abricula (oggi la località “Briccola”, o “Le Briccole”, presso Castiglione d’Orcia)
XII – Sce Quiric (oggi San Quirico d’Orcia)
XIII – Turreiner (oggi Torrenieri, presso Montalcino)
XIV – Arbia (oggi Ponte d’Arbia, nel comune di Monteroni d’Arbia)
XV – Seocine (oggi Siena)
XVI – Burgenove (oggi Abbadia a Isola, nel comune di Monteriggioni)
XVII – Aelse (Pieve d’Elsa, oggi non più esistente, presso il comune di Colle Val d’Elsa)
XVIII – Sce Martin in Fosse (oggi Molino d’Aiano, presso Colle Val d’Elsa)
XIX – Sce Gemiane (oggi San Gimignano)
XX – Sce Maria Glan (oggi Pieve di Santa Maria Assunta a Chianni, presso Gambassi Terme)
XXI – Sce Peter Currant (oggi Pieve dei Santi Pietro e Paolo a Coiano, fraz. di Castelfiorentino)
XXII – Sce Dionisii (oggi San Genesio, preso il comune di San Miniato)
XXIII – Arne Blanca (oggi Fucecchio)
XXIV – Aqua Nigra (oggi Ponte a Cappiano, nel comune di Fucecchio)
XXV – Forcri (oggi Porcari)
XXVI – Luca (oggi Lucca)



La Pieve romanica di Santa Maria Assunta a Chianni (Gambassi Terme) rappresentò per l’arcivescovo inglese, la XX tappa (Mansio) del suo itinerario di ritorno da Roma verso l’Inghilterra e la località fu da lui definita S[an]c[t]e Maria Glan.

Il lago che Sigerico chiama Bacane; era uno degli otto laghi laziali presso i Monti Sabatini. Oggi ne rimangono tre (Bracciano, Martignano e Monterosi). Scaricava le sue acque nel Tevere all’altezza dell’attuale quartiere romano di Prima Porta attraverso un canale. Venne bonificato nel 1715 dal principe Augusto Chigi.
Johannis VIIII, oggi  “La Storta”. Dai tempi dell’antica Roma in questo luogo vi era una stazione di posta, dove si cambiavano i cavalli e ci si rifocillava. Ci si fermò anche Sigerico. Il nome Johannis VIIII (Giovanni Nono) era legato ad un antico luogo di culto. “La Storta” ha due possibili etimologie. Una legata al fatto che qui la Cassia si divideva in due rami (“storce, si torce”), l’altra derivata dal brigantaggio a lungo praticato in questa zona (“storta” nel senso di ” brutta, pericolosa, da evitare”).